IPCC: scelta veg contro i cambiamenti climatici

Lo diciamo da almeno 10 anni, sembravamo degli allarmisti, oppure dei fanatici che consultavano letteratura scientifica non attendibile. O che pensavano ‘solo agli animali’. Siamo stati costanti e coerenti, siamo andati avanti, siamo stati visionari nel senso inglese del termine. Abbiamo fatto bene, abbiamo cominciato a far capire. Il rapporto speciale “Cambiamento climatico e territorio”  compilato dall’Intergovernamental Panel on Climate Change (Ipcc), il comitato scientifico dell'Onu sul clima, e diffuso a Ginevra l’8 agosto sottolinea, ancora una volta, come il riscaldamento globale farà aumentare la siccità e le precipitazioni estreme in tutto il mondo, compromettendo la produzione agricola e la sicurezza alimentare. Il nuovo e ampio contributo scientifico – scritto da 107 scienziati dopo aver analizzato oltre 7000 studi - sarà documento chiave per prossimi negoziati internazionali: la Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (COP14) a Nuova Delhi, in India, a settembre e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP25) a Santiago del Cile, a dicembre. Tra i metodi per gestire i rischi e migliorare la resilienza agli eventi estremi, l’Ipcc cita le scelte alimentari sostenibili, che sono parte integrante di un'azione coordinata e necessaria di contrasto al cambiamento climatico. Il rapporto sottolinea la necessità immediata di adottare un’alimentazione bilanciata sempre più a base vegetale, poiché l’allevamento e il ciclo di 'produzione' della carne, inclusa la deforestazione, sono causa del cambiamento climatico quasi quanto lo sono i combustibili fossili.  Ecco. Appunto. E’ ora di andare con decisione verso il cambiamento. Gli indugi non salveranno nessuno. paola segurini

Earth Overshoot Day: il futuro ha una scadenza breve

Quest'anno l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui l'utilizzo di risorse naturali supera la quantità delle stesse che la Terra può rigenerare in 365 giorni, cade il 29 luglio (due anni fa era il 2 agosto e lo scorso anno il 1°). Il Global Footprint Network ci spiega che la data è sempre più vicina all'inizio dell'anno solare. Da oggi la popolazione mondiale consuma ciò che non si può permettere di consumare, e va ‘in rosso’ rispetto alla sostenibilità. Il fatto che l’Earth Overshoot Day caschi il 29 luglio significa che in media l’umanità sta usando attualmente la natura 1,75 volte più velocemente di quanto gli ecosistemi del nostro Pianeta siano in grado di rigenerare. L'Italia aveva già esaurito le risorse il 15 maggio. Le conseguenze del sovrasfruttamento stanno diventando sempre più evidenti in termini di deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità o accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera (che causa il cambiamento climatico ed eventi meteorologici estremi). Siamo o non siamo ormai consapevoli di come stiamo ipotecando molto seriamente il futuro dei nostri figli? Cosa possiamo fare? La ricorrenza di oggi ci indica come sia indispensabile compiere azioni volte a spostare avanti, verso la fine dell'anno solare, la data (#movethedate) dell'Earth Overshoot Day, magari verificando quanto 'pesiamo' tramite il calcolatore dell'Impronta Ecologica.  E poi? La scelta vegan a tavola, è un comportamento facile e virtuoso e rappresenta una delle soluzioni più potenti e attuabili immediatamente per ridurre l’utilizzo delle già scarse risorse e impattare meno sull'ambiente. Non ci sono scuse: se il Pianeta è una solo, sono le nostre possibilità di cambiare ad essere numerose: la capacità di sfruttarle in tempi brevi, dirigendole verso scelte alimentari individuali forti, con cambiamenti decisi e ora molto facilitati dalle innumerevoli offerte del mercato, rappresenta la chiave per avere un futuro degno del nome, che, se no, sarà un futuro con scadenza a breve termine, per tutti. Animali inclusi. paola segurini

Soyalism: inchiesta sulla distruzione

Da pochi giorni è disponibile in visione su RAI Play, Soyalism, il documentario che, avvalendosi di riprese molto efficaci, di numerose interviste e di una fruibilissima animazione grafica – in cui si semplificano processi complessi – spiega con chiarezza la produzione agroalimentare e in particolare la filiera della carne di maiale. L’inchiesta mette in luce e denuncia le conseguenze del sistema industrializzato, controllato a livello globale da un pugno di gigantesche aziende occidentali e orientali.   Soyalism - di Enrico Parenti e Stefano Liberti - è un viaggio che dagli Stati Uniti giunge in Cina, poi torna in America Latina e infine approda in Africa, rivelando come le vittime questo mostruoso meccanismo siano - oltre, ovviamente e in primo luogo, agli animali - le popolazioni locali povere e impossibilitate a ribellarsi. Senza contare la distruzione e l’inquinamento di aree amplissime del Pianeta e il consumo, sconsiderato e privo di una minima lungimiranza, di risorse. Per non parlare della sovranità alimentare.  In sostanza: i nuovi equilibri alimentari globali – che vedono per esempio un aumento vertiginoso della domanda di carne in Cina, oltre al previsto aumento della popolazione mondiale – stanno imponendo un modello produttivo insostenibile che – se non viene fermato – distruggerà un numero enorme di ecosistemi. Essenziale e allo stesso tempo vasto nelle sue accuse, Soyalism è da vedere. Fosse solo per capire e far capire. paola segurini

Il gelato è sempre più vegan

Non occorre girare tanto, almeno nelle città e cittadine e nei luoghi turistici, per trovare sempre più gusti tradizionali ma senza latte vaccino e uova, nelle gelaterie artigianali. Il trend, iniziato da qualche stagione, ora si arricchisce della voglia di produrre ‘gelato all’acqua’. Non il sorbetto, non la varietà con frutta, proprio i gusti più golosi e tradizionali. “Con i gelati all’acqua ecco i gusti liberati dalla schiavitù di latte e uova, con le caratteristiche della materia prima valorizzate al meglio perché assolute protagoniste” leggiamo in un’interessante analisi pubblicata recentemente da ‘La Repubblica’. L’obiettivo, oltre a rispondere ad un pubblico sempre più attento a ciò che consuma, in termini di salute e sostenibilità, è far apprezzare gli ingredienti nella loro integrità, senza ingredienti che mascherino il sapore o che lo esaltino disarmonicamente. Bene così, la nostra rivoluzione a tavola – e per strada - continua, anche con queste tre ricette facili e di sicuro successo, senza crudeltà e super golose. paola segurini

Quando veg fa rima con campione

In questi ultimi giorni due grandi comunità sportive e di appassionati hanno potuto apprezzare la forza della scelta veg. Il tennis, nel suo classico dei classici, il torneo di Wimbledon, ha visto trionfare Novak Djokovic. Quasi cinque ore di partita per essere incoronato per la quinta volta in carriera, seconda consecutiva ed essere confermato come numero 1 al mondo: Djokovic ha dichiarato in varie occasioni che le sue eccezionali doti di forza e resistenza derivano dal privilegiare un’alimentazione soprattutto vegetale. Non vuole etichette ma è un tenacissimo promotore (ha anche aperto un ristorante vegan a Montecarlo) del mangiare verde. Al contrario, chi si definisce vegano tout court senza se e senza ma, è Lewis Hamilton, pilota britannico che continua a veleggiare indisturbato in testa alla classifica piloti di Formula 1 e a collezionare primati mondiali. Hamilton - che ha co-prodotto (come anche Djokovic) il nuovo documentario vegano "The Game Changers", in uscita a settembre – sostiene che mangiare vegan lo fa sentire forte a livello fisico e mentale. Sugli animali, la sua bio di Instagram parla chiaro! Sempre più fuori dal cassetto del ‘vegano uguale deboluccio’, grazie anche a testimonial ad alta riconoscibilità! paola segurini (foto Lewis Hamilton/Instagram)

Tutti i colori del gazpacho

Con l’arrivo dell’estate è tempo di gazpacho, una zuppa fredda, velocissima da fare che grazie alle verdure trattate a crudo, diventa un pieno di vitamine, fibre e sali minerali e un alleato per combattere il caldo, la disidratazione e l’eccessiva sudorazione (proviamo ad aggiungere un pizzico di peperoncino).   Le sue origini si perdono nella storia antica, ovvero nelle abitudini romane di mangiare una zuppa fatta di pane, olio, aglio e cipolla, abitudine esportata nell’area iberica, che ha retto anche all’ascesa dei Mori e al ritorno dei conquistadores, che portarono con loro i pomodori, elemento essenziale per il moderno gazpacho.   Oltre al classico rosso, si possono inventare infinite combinazioni, ad esempio per ottenere una morbida crema verde basta frullare mela, cetrioli e avocado (ricchissimo di grassi vegetali e clorofilla), insieme al pane, succo di limone e un po' di yogurt di soia.   Invece, per un ottimo gazpacho arancione: tagliate a dadini 4 pomodori maturi, un peperone giallo e uno rosso trasferite nel frullatore e aggiungete 4 albicocche private del seme, 2 fette di pane integrale bagnate nell’aceto e strizzate, un cipollotto affettato sottile, sale e 4 cubetti di ghiaccio, quindi frullate. servite con scorza di limone, timo e un filo d’olio a crudo. Buon appetito! Dott. Michela Kuan  @Paul.M/Unsplash

Veg News da Berlino e Amsterdam

Si chiama Veggie 2.0 ed è una mensa in cui si servono solo pasti totalmente privi di ingredienti di origine animale. Dove si trova? Nessuno stupore se è in uno dei locali per mangiare dell’Università Politecnica di Berlino, una delle capitali più vegan friendly d’Europa. Con un menu ampio e vario, consultabile sul sito  - e anche tramite una pratica App per dispositivi mobili - è l’unica mensa del tutto ‘verde’ dell'universo studentesco berlinese, ma nelle altre sono comunque sempre presenti buone scelte vegan. Inoltre, ogni giorno, nel menu 100% vegetale, sono previsti anche piatti contraddistinti dall' ‘alberello del clima’, simbolo che sta a significare una minore impronta ecologica, ottenuta con ingredienti di filiera corta, non precotti, né surgelati o conservati, così da impattare meno con produzione e trasporto. Ma se Berlino chiama, Amsterdam risponde. In senso veg, ovvio. Il Daily Telegraph, informa che alle sedute del Consiglio Comunale della capitale olandese verranno serviti di default solo pasti vegetariani,  cioé senza carne e/o pesce. Un passo avanti da importare? Per cantar gloria davvero attendiamo l’eliminazione anche dei latticini, in ogni caso un bel segnale di come i tempi stiano cambiando.Anche per l’approccio scelto: l’iniziativa di Amsterdam è infatti mutuata da una precedente del Ministero dell’Istruzione, Cultura e Scienza, che ha ribaltato la prassi. In sostanza, chi vuole un pasto per ‘carnivoro’ deve chiederlo espressamente, perché la norma sono menu senza carne e pesce. Beh dai! Ribaltiamo le abitudini... paola segurini Nella foto: un piatto della mensa universitaria a Berlino.

Fiori di zucca: belli e buoni

Delicatissimi, ma gustosi, sono ricchi di vitamina A, B1, B2, B3, B9, C e tanti sali minerali, come ferro, calcio magnesio, potassio. Adatti sia a grandi che piccini e, grazie alla presenza massiccia di calcio, i fiori di zucca sono utili per chi soffre di osteoporosi.   Un loro particolare beneficio è dato dalla capacità di stimolare e favorire la formazione di enzimi riparatori che servono nei processi di autoguarigione del corpo e che creano un vero potere antitumorale verso le cellule. Inoltre, sostengono il sistema immunitario favorendo lo sviluppo dei globuli bianchi che combattono contro gli attacchi esterni e rispondono alle diverse infezioni.   I fiori di zucca sono anche indicati nei casi di problemi agli occhi come la cateratta e la retinopatia data dal diabete e hanno un’azione digestiva con riduzione del colesterolo cattivo. La buona presenza di vitamina A li rende utili per la vista, la crescita delle ossa e dei denti, per il sistema immunitario e per la pelle. In particolare la sinergia di vitamine A, B ed C aiuta quando il derma della pelle è indebolito e ha bisogno di protezione e rigenerazione come nei casi di dermatiti, di arrossamenti o altri problemi alla pelle.   I fiori di zucca sono anche ottimi antiossidanti che prevengono l’invecchiamento cellulare con un effetto antiage particolarmente efficace. E poi sono buonissimi... una ricetta è d'obbligo   Dott. Michela Kuan

2040: la carne non sarà più carne.. o quasi

Nel 2040 la maggior parte delle persone che abitualmente consuma carne non ne mangerà più, rivela un articolo del quotidiano britannico The Guardian, facendo riferimento ad una recente relazione diffusa da AT Kearney, prestigiosa società di consulenza presente a livello globale. Il rapporto in questione sostiene che il 60% della ‘carne’ non proverrà più da animali macellati, ma sarà costituito da alimenti 100% veg, dal gusto simile alla carne, o da altri ricavati dalla clonazione di poche cellule animali. La disamina evidenzia, tra gli altri, i pesanti impatti sull’ambiente, l’elevato utilizzo di risorse, il basso tasso di conversione e lo scarso ‘benessere’ degli animali in epoca di allevamento industrializzato e di aumento della popolazione mondiale. In sostanza, sostengono gli analisti, tra carne clonata e ‘carne’ 100% veg, si assisterà ad un deciso disturbo per la filiera della carne convenzionale, con il suo giro d’affari attuale da 1000 miliardi di dollari. Ci sarà uno spostamento generale verso nuovi stili di vita, caratterizzati da maggiori sostenibilità e salubrità, e orientati verso proteine alternative alla carne, come legumi e semi oleosi, che costringeranno gli attori a rivedere il loro ruolo sul mercato. Questo si vede già a partire da oggi: nel primo trimestre del 2019, Beyond Meat – che produce l’ormai famoso Beyond Burger - ha registrato ricavi di $40,2 milioni, un aumento del 214,7% rispetto ai $12,8 milioni dello stesso periodo 2018. Un grande successo in Borsa. E la gente corre a comprare azioni anche in Italia. Il segnale è ottimo.  paola segurini

Pesca, frutto dell'immortalità

Originario dalla Cina, lo chiamavano il frutto dell’immortalità per le sue vitamine soprattutto A, B1, B2, e oligoelementi (fosforo, potassio, magnesio, zolfo, ferro, manganese).   La pesca contiene un acido abbastanza simile all’acido citrico, che ha la proprietà di eliminare le tossine e che la rende preziosa nella dieta di chi soffre di difficoltà digestive e di disturbi di circolazione. Lassativa, diuretica, ottima anche per chi soffre di calcoli renali.  Provatela al mattino; frullate una pesca con succo di mela… meravigliosa! E  poi una ricetta per una colazione deliziosa...   Dott. Michela Kuan

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta