Mattatoi: il virus tra ultimi e ultimissimi

I macelli che si sono rivelati essere focolai di coronavirus sono stati molti, negli ultimi mesi, nel mondo, e ora – proprio quando tutto sembrava andare meglio, nel nostro continente - assistiamo ad una recrudescenza dell’attacco virale in Germania: più di 1500 positivi nel più grande mattatoio d’Europa, l’impianto Tönnies, nel Nord Reno-Vestfalia.  Ma anche in Italia non si scherza: nel mantovano sono risultati positivi al virus una sessantina di dipendenti di macelli e salumifici.... [continua a leggere]

Deforestazione ed epidemie: c'è un collegamento

"Quando Homo sapiens ha superato il traguardo dei sette miliardi, la nostra biomassa era già forse cento volte maggiore di quella di qualsiasi altro animale terrestre di grandi dimensioni mai esistito" […]  Mezzo miliardo di bovini allevati in modo intensivo, che si alimentano su terreni dove vivevano erbivori selvatici, sono solo un'altra forma di impatto umano sull'ambiente, una manifestazione del nostro appetito. E siamo consumatori affamati, a livelli senza precedenti. Nessun altro primate ha pesato così tanto sul pianeta, neanche lontanamente. In termini ecologici siamo quasi paradossali: animali di grande corporatura e molto longevi, ma assurdamente numerosi. Siamo un’esplosione, come una pandemia. [continua]

Giornata dell'Ambiente: focus sulle zoonosi

La Giornata Mondiale dell’Ambiente quest’anno ha una valenza diversa, perché il mondo è cambiato, scosso dallo shock dell’arrivo e della diffusione del coronavirus. In realtà era già quasi tutto previsto, era una sorta di bomba a orologeria (una delle tante) innescata per un’ora misteriosa, ma non troppo distante nel tempo. La lontananza del luogo in cui sarebbe detonata non faceva testo, perché la facilità di comunicazione ne avrebbe fatto sentire le conseguenze ovunque. Si stima che circa il 60% delle infezioni umane abbia origine animale. Di tutte le malattie infettive umane nuove ed emergenti, circa il 75% "fa il salto di specie" dagli animali alle persone. Le zoonosi più descritte avvengono indirettamente attraverso il sistema alimentare e ci sono evidenze che suggeriscono come la frequenza dei microrganismi patogeni che ‘saltano’ da altri animali alle persone, stia aumentando a causa di attività umane insostenibili. Il mondo riconosce che sono indispensabili azioni urgenti per prevenire future pandemie. Quest'anno, con lo scoppio del COVID-19 che ha colpito tutti i paesi del mondo, l'UNEP [United Nations Environment Programme] e i ricercatori dell'International Livestock Research Institute (!) hanno condotto una valutazione scientifica intitolata Prevenire la prossima pandemia - Malattie zoonotiche: come spezzare la catena della trasmissione  - che sarà pubblicata a luglio ed è volta consolidare le conoscenze  scientifiche e identificare le aree di interesse politico. Contestualmente alla Giornata Mondiale dell’Ambiente, UNEP ha anticipato  i 7 driver per le malattie zoonotiche individuati dallo studio in questione, i 7 fattori che ne determinano molto probabilmente l'emergere. Eccoli: 1) insostenibile intensificazione dell’agricoltura e aumento della domanda umana di proteine ​​animali; 2) cambiamenti nelle filiere alimentari; 3) maggiore impiego e sfruttamento della fauna selvatica; 4) intensificazione dei cambiamenti nell'uso del suolo accompagnati dalla distruzione e dall'invasione degli habitat; 5) industrie estrattive non sostenibili; 6) aumento dei viaggi e dei trasporti; 7) cambiamenti climatici accelerati. Come vediamo, almeno 5 dei driver elencati hanno a che fare con l’alimentazione, con il modo in cui intendiamo andare avanti in questo senso. Ancora una volta un organismo internazionale evidenzia la connessione tra pandemie e scelte a tavola. Auspichiamo che il risultato della valutazione scientifica in arrivo sia una conferma della necessità di orientarsi maggiormente verso le proteine vegetali - di questo ed altro parliamo nel nostro Manifesto - e suggerisca sostanziali cambiamenti positivi, da implementare a livello politico e sociale, per gli animali allevati e sfruttati nel mondo, allo scopo scongiurare lo scoppio di bombe a orologeria sempre più potenti innescate a breve. Come sempre, il primo passo lo possiamo fare a livello individuale, cambiando il nostro menu. #govegan. ps

14 maggio: Overshoot Day per l'Italia

Quest'anno l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui l'utilizzo di risorse naturali supera la quantità delle stesse che la Terra può rigenerare in 365 giorni, cade per l'Italia il 14 maggio, due mesi e mezzo in anticipo rispetto all'Overshoot Day mondiale, che nel 2019 è stato il 29 luglio.  L'Italia ha già esaurito le risorse OGGI. Significa che per arrivare a fine anno mantenendo lo stile di vita italiano, occorrebbero le risorse di più di 2,7 Pianeti Terra. ll Global Footprint Network ci spiega che la data è sempre più vicina all'inizio dell'anno solare. La popolazione mondiale consuma ciò che non si può permettere di consumare, e va ‘in rosso’ rispetto alla sostenibilità.   Le conseguenze del sovrasfruttamento stanno diventando sempre più evidenti in termini di deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità o accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera (che causa il cambiamento climatico ed eventi meteorologici estremi). Quest'anno abbiamo avuto anche modo di provare direttamente, in termini di emergenza sanitaria, il significato dello sfruttamento degli animali, accumulati in allevamenti che assorbono risorse, inquinano e sono rischiosi covi di potenziali patologie.  Stiamo ipotecando molto seriamente il futuro dei nostri figli? Cosa possiamo fare? Non ci sono scuse: se il Pianeta è una solo. Sono le nostre possibilità di cambiare ad essere infinite: la capacità di sfruttarle in tempi brevi, dirigendole verso scelte alimentari individuali forti, orientate con decisione verso le proteine vegetali, del tutto meno impattatanti, meno egoiste e meno pericolose dei coorrispettivi di origine animale, rappresenta la chiave - l'unica probabilemente - per avere un futuro degno del nome, che, se no, è un futuro con scadenza a breve termine, per tutti.  paola segurini

Roma: no a dichiarazione medico per mense

Abbiamo scritto alla Sindaca Raggi chiedendo di cancellare la richiesta di attestazione medica (o dichiarazione o certificazione, che dir si voglia) per avere pasti vegani negli asili nido e scuole materne nel bando di gara 2020-25 per la ristorazione scolastica. [continua]      

Nutrizione e Covid-19

La conoscenza del coronavirus, causa del Covid-19, e del modo in cui agisce sul corpo umano, progredisce quotidianamente. Se alliinizio si pensava che colpisse direttamente i polmoni, rendendo difficile il passaggio dell'ossigeno, oggi, invece, si è capito che il virus agisce scatenando una tempesta infiammatoria legata all'attivazione di numerose citochine, tutte con valenza immunologica.   Le citochine sono proteine di piccole dimensioni che si legano a specifici recettori presenti sulla membrana della cellula, comunicando un'istruzione specifica: le citochine prodotte dalle cellule del sistema immunitario svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione e nell'attivazione dei nostri meccanismi difensivi e nei processi infiammatori... (continua a leggere)      

Inchieste RAI: sostegno ai giornalisti

LAV insieme ad Animal Equality Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, Greenpeace Italia, Humane Society International Italia e Legambiente esprime massima solidarietà aii giornalisti Sabrina Giannini, conduttrice di Indovina chi viene a cena, Mario Tozzi, conduttore di Sapiens, Luca Chianca e Sigfrido Ranucci di Report, duramente attaccati nei giorni scorsi dagli industriali della carne e della zootecnia.    Con una Lettera indirizzata al Presidente e al Consiglio d’Amministrazione della Rai, le associazioni sopracitate manifestano il loro appoggio a tutti i giornalisti che, con le loro inchieste, si occupano e si occuperanno di portare alla luce scomode verita, come l’impatto ambientale e il problema sanitario legato agli attuali livelli di produzione e consumo di carne e al metodo di allevamento intensivo.    Alla Rai, servizio pubblico pagato da tutti i cittadini, le associazioni rivolgono un ringraziamento per aver dato spazio a simili programmi di approfondimento e l’invito a non far influenzare palinsesto e contenuti da simili levate di scudi da parte di aziende e associazioni di categoria che proteggono gli interessi dei singoli produttori a scapito della tutela della collettività.  

22 aprile: la Terra la salvi tu

  In 50 anni, quelli trascorsi da quando è stata creata alle Nazioni Unite, mai la Giornata della Terra è apparsa più significativa, forte e reale, mai in 50 anni ci siamo resi così limpidamente conto di dovere effettuare cambiamenti al nostro comportamento. E forse mai la ricorrenza è stata così piena di senso, per tutti, o almeno per tanti.   Per salvare la Terra ed evitare le catastrofiche conseguenze di cui siamo sia la causa che le attonite vittime, dobbiamo effettuare da ora cambiamenti sostanziali al nostro comportamento, e cogliere quest'opportunità della società  'congelata' che sta per ripartire.   Non esiste un Pianeta B. E neanche un Piano B.   Ma per salvarci e per salvarla, esiste solo un Piano A: cambiare.   Possiamo e dobbiamo rinnovarci, mentre usciamo dalla terribile esperienza della pandemia, ripensando fortemente quella normalità alla quale siamo tanto ansiosi di ritornare.    Come? In maniera intelligente e lungimirante, lavorando e collaborando nel creare un nuovo modo di vivere sostenibile e costruttivo, non distruttivo.   Un nuovo modo di vivere per salvare il nostro mondo. Perché senza di noi, come abbiamo visto da tante immagini girate in questi mesi, il Pianeta sta meglio.   Tornare al vecchio, a quella anormale normalità, significherebbe continuare a distruggerci e a distruggerlo.   Possiamo iniziare da oggi dalla nostra tavola, considerato il peso che l'alimentazione 'tradizionale' ha sul Pianeta, in termini di impatto ambientale, cambiamento climatico e diffusione di malattie.   Possiamo cominciare subito a cambiare alimentazione e andare verso un mutamento globale – progressivo e importante -  di mentalità e di comportamento.     Perché, oltre alle indispensabili strategie politiche, sono le scelte individuali che contano.   Iniziamo cambiando menu, subito, orientiamoci decisi verso un'alimentazione che non grava la Terra di una coltre nera di inquinamento, che non la riscalda fino a bruciarla, che non la distrugge, che non la avvelena, al contrario, la rispetta e la rende viva. Come la vogliamo.Come deve essere.   Scegli di essere vegan. Inizia  tu a salvare la Terra. Scegli una 'normalità' nuova.   Buona Giornata della Terra (salvata)!   ps  

Report su allevamenti: fatti non parole

Una puntata importantissima della trasmissione di inchiesta di Rai Tre (13 aprile), in cui si affrontano sia le tematiche che legano le emissioni di ammoniaca dagli allevamenti intensivi nella zona centrale della pianura padana, proprio quella più colpita dai contagi del coronavirus, sia la deforestazione amazzonica per l'allevamento di bovini, in particolare per gli zebu da cui, ahimé si ricava la bresaola 'italiana'. Tanti fatti, tanti spunti di riflessione, tante richieste da fare alla politica. Continua a leggere

Ripensare la Pasqua

Anche se quest’anno, per motivi legati all’emergenza coronavirus e al distanziamento sociale, si assisterà probabilmente a un calo delle vendite di agnelli e capretti (Il Sole 24 ore) è opportuno sottolineare che, secondo Confagricoltura, il 90% di nascite e crescite di questi animali sono programmate proprio per il periodo pasquale e di conseguenza è obbligatorio insistere con lo sforzo di ripensare subito questa tradizione gastronomica. [Continua qui]    

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