Carnage: il mondo da carnista a vegano

Un interessante quanto ben documentato articolo del Corriere della Sera, trascina l'onda dell'entusiasmo per la diffusione del vegan lifestyle. Bene! Tra gli elementi citati, suscita grande interesse, nella sua diversità, una fiction con fotogrammi tratti da servizi giornalistici. Carnage (La carneficina) è un  'mockumentary ', diffuso dalla BBC in primavera, ambientato in un utopico 2067 popolato di giovani illuminati e vegani, disgustati dall'idea che i nonni abbiano mai mangiato carne e bevuto latte. Guardando al passato bagno di sangue nei confronti degli animali, il documentario cerca  di rompere il tabù costituito dal parlare del tempo in cui mangiare gli animali era normale, mostrando anche compassione per chi lo faceva - povero nonno, mangiava manzo perché la società gli aveva  detto di farlo - visto che non conosceva le alternative. “We are not vegans; they are carnists…”, (Non siamo noi ad essere vegan, sono loro ad essere carnisti), questo concetto, espresso da un attivista durante un’intervista televisiva nel film, riassume il senso dell’opera. La narrazione di Simon Amstell smantella, utilizzando spezzoni di repertorio inseriti nella commedia, le motivazioni utilizzate più comunemente per giustificare l'alimentarsi di prodotti animali e spiega, in 65 minuti, la transizione della società dal carnismo al veganismo. Scorci delle condizioni abominevoli negli allevamenti, immagini delle inondazioni in Gran Bretagna e altro ricordano allo spettatore le motivazioni reali del film. Un panorama delle tematiche è riassunto qui. In breve, un film divertente - a tratti esilarante -  che però fa pensare e che può riuscire ad attivare, anche in virtù del suo elevato livello tecnico, l'accelerazione, necessaria oggi più che mai, verso un mondo vegano.  Mai dire mai! Anzi, per noi è sì. paola segurini

Brasile: 3 milioni di pasti vegan a scuola

In Brasile i tempi stanno cambiando, nel grande Paese della carne di manzo, della soia ad uso animale, della deforestazione, ci sono forti segnali positivi rispetto ad un trend avviato verso una maggiore sostenibilità. Tre città brasiliane collaborano infatti con Mercy For Animals, noprofit animalista americana, per servire fino a 5 milioni di pranzi scolastici vegan, con il il programma alimentare Alimentação Consciente Brasil  che verrà adottato dalle amministrazioni  di Várzea Grande, Cuiabá e Sao Gonçalo. Secondo MFA, questa iniziativa creerà 5 milioni di pasti vegani all'anno, in sostituzione di pasti  che conterrebbero cibi animali. E ciò significherà la somministrazione di circa 140.000 pasti 100% vegetali ogni settimana. A Cuiaba, capitale città principale del Mato Grosso, per esempio, l’amministrazione si impegna a servire solo cibi veg un giorno alla settimana in entrambe le scuole pubbliche e nei programmi di assistenza sociale ai cittadini. Questa scelta, in base alle stime di MFA, salverà la vita a 11.000 animali ogni anno. Ma non è tutto, in base alle inforamazioni di Foodnavigator-USA, il settore della produzione di alimenti vegan  in Brasile sta crescendo ad un ritmo del 40% l’anno. Grazie forse anche agli scandali che hanno coinvolto la JBS, la più grande azienda mondiale nel settore della carne, per un sistema di corruzione dei funzionari preposti al controllo e di adulterazione della carne venduta al pubblico. paola segurini

La bandiera Vegan: tutti sotto a lei?

E' stata lanciata recentemente, da un designer e attivista israeliano e da un team di grafici, la bandiera vegan. Si tratta di un vessillo in cui campeggia una grande V bianca (il colore simboleggia l'aria), che nasce da uno sfondo blu (l'acqua) ed è riempita a sua volta da un triangolo verde (la terra). Nel complesso il tutto risulta molto gradevole, piuttosto vivace e chiaro. L'iniziale si individua facilmente e il respiro è ampio. L'utilizzo è libero da parte di tutti. L'intento è stato  quello di fornire un'identificazione a chi ha scelto di essere non violento con gli animali e attento di conseguenza anche all'ambiente in cui tutti viviamo. Serviva una bandiera vegan? La risposta non è facile. Di certo fa piacere sapere di avere a disposizione un elemento caratterizzante che - ci auguriamo - avrà diffusione internazionale, come nell'intento dei creatori. E' vero tuttavia che le motivazioni che conducono le persone alla scelta vegan sono molteplici. Possono essere salutistiche o religiose, inclusive e non violente in modo generico o concentrate di più sulla liberazione degli animali e/o sull'antispecismo. Tutte queste identità sotto una bandiera?  Forse. O forse no. Stiamo a vedere. In ogni caso la bandiera è qui. paola segurini

Avanti tutta Cambiamenu

I primi di ottobre del 2009 abbiamo lanciato il nostro sito Cambiamenu.it, e iniziato la campagna di sensibilizzazione che ne porta il nome. In un panorama del tutto diverso da quello di oggi, eravamo speranzosi propagatori della scelta vegan. Oggi si vedono i risultati della semina antica, il paesaggio è cambiato e la vita rispettosa e consapevole di cui ci siamo fatti portavoce è diventata facile, diffusa & felice. Ce lo spiega questo articolo apparso su La Repubblica qualche giorno fa. Ce lo dice anche il fatto che la Costa Crociere proponga un menu vegan, o che la rivista Io e il mio bambino contempli, in un pezzo sullo svezzamento, anche quello vegano, intervistando Noemi, mamma, e il Dottor Luciano Proietti, pediatra. E il numero di pubblicazioni che troviamo in edicola, con una cascata di ricette, suggerimenti e interessanti interviste, come Vegan Italy, la neonata testata delle Edizioni Sonda. E ce lo dicono tanti altri avvenimenti. Avanti tutta, Cambiamenu, con la tua ricetta per non consumare il mondo. paola segurini

Bergamo e le sue Dolcezze

  È una torta il simbolo del progetto “Dolcezze Veg+” ideato dalla LAV e dal CAPAB (Consorzio Pasticceri Artigiani Bergamaschi) Dall’incontro tra le 13 pasticcerie aderenti all’iniziativa - che prevede una proposta di torte e dolci senza ingredienti di origine animale nell’ambito dell’offerta abituale di ogni partecipante - è nata “Estate Vegana”, un semifreddo composto da una base di crumble ai cereali e vaniglia su cui si eleva uno spesso strato di invitante mousse al latte di mandorla abbinato ad un inserto di lamponi e cocco e decorato con rossi frutti di bosco e un invincibile cioccolato fondente. Un dolce delicato e fresco che si adatta bene alle temperature di questa calda estate 2015.   Come le altre preparazioni sorelle,  sarà riconoscibile sui listini tramite il logo “DolcezzeVeg+”, il medesimo che apparirà nella vetrofania apposta all’ingresso degli esercizi partecipanti. “Estate Vegana” rappresenta infatti l’ideale conclusione di un percorso iniziato lo scorso marzo quando il Consorzio Pasticceri Bergamaschi ha colto l’invito della LAV, dando vita ad un corso di alta formazione vegana, tenutosi presso la Sala Dimostrazioni della GTA. Sauro Ricci, chef del Ristorante Joia di Milano, tempio stellato della cucina naturale e vegana guidato da Pietro Leeman, ha introdotto i pasticceri bergamaschi al vario e attraente mondo della pasticceria vegan Il cammino appena partito si prospetta ricco di innovazioni dolci e sensibilizzatore di idee: il vegano è sempre meno strano! p.s. Elenco Pasticcerie Aderenti al Progetto “DolcezzeVeg+”    Pasticceria Bellicini – Ghisalba  Pasticceria Chiodini - Villongo  Pasticceria Dolcevita – Bergamo  Pasticceria 2G - Trescore Balneario  Pasticceria Giosue' – Montello  Pasticceria Giove - Ponte san Pietro  Pasticceria Guerini - Cividate al Piano  Pasticceria Melograno – Cisano Bergamasco  Pasticceria Melograno - Madone  Pasticceria Oscar srl – Stezzano  Pasticceria Silvio – Villongo  Pasticceria S. Marco – Urgnano  Pasticceria S. Stefano – Sovere    

Oggi è la Giornata della Terra

Il 2015 è un anno fondamentale: scadono gli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, tra  questi c’era la volontà di assicurare la sostenibilità ambientale da raggiungere nel giro di 15 anni dal 2000. E negli ultimi mesi dell’anno si svolgerà la conferenza sul clima di Parigi: l’appuntamento è il più importante nella lunga battaglia contro il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. E oggi cade la Giornata della Terra: la più grande manifestazione del pianeta sui temi della protezione dell’ambiente è arrivata al suo 45° compleanno. Il 22 aprile è ormai un tradizionale momento educativo e informativo sulla necessità di guardare con attenzione alle azioni di conservazione e di tutela del nostro generoso Pianeta. C'è un caratteristico evento celebrativo anche online: Google - il motore di ricerca per eccellenza, da sempre pronto a sensibilizzare su temi di interesse generale - ha attivato per oggi, un simpatico gioco.  Un disegno che mostra diverse specie animali con un globo terrestre in movimento. Cliccandoci sopra si viene rimandati alla pagina dei risultati, dove viene mostrato un breve quiz in tema con la Giornata della Terra. Qui il link diretto al quiz. Ma il punto cardine di tutto è l'azione alimentare: ricordiamoci che la Terra si salva soprattutto cambiando menu e adottando la strategia semplice, gustosa e salutare di optare per una scelta vegan. Una reale alimentazione su base vegetale impatta sull’ambiente complessivamente 7 volte meno di una onnivora. Serve altro? paola segurini  

Senza crudeltà

La Pasqua è un momento di particolare crudeltà nei confronti degli animali.   Sono infatti centinaia di migliaia gli agnelli e capretti uccisi ogni anno per celebrare quella che dovrebbe essere la festa della vita.   E se invece di ucciderli li lasciassimo vivere?   “Lascialo vivere” è l’appello che i volontari LAV in tutta Italia rivolgeranno ai cittadini, con flash mob organizzati per sabato 28 e domenica 29 marzo. Il muso di uno degli agnelli salvati dall’Associazione sarà il simbolo di queste manifestazioni. L’alternativa a questo sacrificio ripetuto ogni primavera esiste, è facile da adottare e molto più coerente con il festeggiamento della rinascita pasquale di quanto lo sia un piatto di carne di agnello o capretto: il menù pasquale della LAV senza ingredienti di origine animale.   Festeggia senza crudeltà! Qui la galleria fotografica degli eventi 

Una settimana vivace

Sotto il segno della sentenza del primo processo a Green Hill, inizia un febbraio segnato da una storia di maltrattamento, che vede dei pulcini come soggetti di una morte violenta e dalle modalità inimmaginabili. Su denuncia LAV, sono stati chiamati a giudizio con decreto immediato il veterinario e i proprietari di un’azienda di produzione di polli del bresciano, che uccideva, facendoli schiacciare dagli addetti, i pulcini  giudicati difettosi.   Si parla di animali destinati alla tavola, per fortuna - e finalmente - la sensibilità e l’attitudine al cambio di orientamento alimentare sembrano emergere ogni giorno di più. Il recentissimo Rapporto Eurispes che - come ogni anno – riferisce l’atteggiamento degli italiani rispetto a tanti temi sociali, ci comunica il rafforzamento di trend già noti: l’amore e il rispetto per gli animali e la scelta a favore di un’alimentazione sempre più vegetale. Tutto ciò è suffragato dalle offerte veg di grandi aziende internazionali che, come Ikea, sono attente a soddisfare le richieste di tutti i clienti. Non saranno azioni mosse dall’etica, ma rivelano l’ispessimento della fascia di popolazione che vuole mangiare verde. L’imperatrice svedese dell’arredamento proporrà, da aprile e in tutto il mondo, la versione vegan delle sue rinomate (!) - polpette. Tra gli altri eventi, possiamo citare anche una puntata esplorativa sul veg nella trasmissione di Fabio Volo (molto seguito), la scelta della cantante Beyonce di lanciare un servizio che fornisce i pasti tutti veg per 21 giorni (il tempo canonico per il cambio di abitudini, di qualsiasi tipo) e una bella intervista a Tullio Solenghi, attore pieno di verve, che parla delle motivazioni per una scelta senza crudeltà, o con meno crudeltà possibile. p.s.

Le mamme veg e la caccia alle streghe

Sull'onda della lettera della scorsa settimana e del film Hungry Hearts (qui un'interessante analisi di Leonardo Caffo), ecco un decalogo semiserio di comportamento, stilato da Arianna Fioravanti. Si sa, la mamma è il mestiere più bello del mondo, ma anche il più difficile. Su ogni mamma (e papà) grava una serissima responsabilità: il benessere dei figli. Proprio per questa ragione, le mamme sono spesso soggette a stress e ansie, anzi l’ansia, quella di sbagliare. Il senso di colpa è sempre dietro l’angolo: dunque, quale antidoto se non un po’ di “de-responsabilizzazione”? Affidarsi alle pratiche comuni e seguire la corrente conferiscono senz’altro buone coperture in caso di errore. Coperture che vengono a mancare nel caso in cui la mamma decida di affrancarsi dalla massa. In questo caso, bisogna fare come i salmoni e rassegnarsi a risalire la rapida con grande slancio e consumo di energie. Noi crediamo tuttavia che semplificarsi la vita sia assolutamente possibile, e vogliamo aiutarvi in questa impresa suggerendovi 10 buoni comportamenti da tenere per sfuggire (o quasi) al flagello dei detrattori delle vostre scelte. Da leggere con molta attenzione.   1.     Ripetetevi almeno una volta al giorno: non sono sola. 2.     Appellatevi a un pediatra e/o un nutrizionista esperti in dieta veg. 3.     Declinate i pranzi di famiglia se prima non avete raggiunto un livello avanzato in un corso di yoga. 4.     Smettetela di giustificarvi con chiunque. Non siete imputate in nessun processo. 5.     Smettetela di cadere nelle provocazioni. 6.     Smettetela di frequentare persone particolarmente moleste. 7.     Se il vostro partner si unisce ai cori di condanna, ricordategli che la Costituzione italiana garantisce la «presunzione non colpevolezza». 8.     Se per la milionesima volta state per rispondere alla domanda «dove il bambino prende il calcio», astenetevi scrupolosamente dalle dimostrazioni corporali. 9.     Se pensavate a una tranquilla serata al cinema, e vi ritrovate con un colpo di fucile sparato contro, avete incappato in “Hungry Hearts”. Rialzatevi subito e cambiate sala. 10.   Cominciate a comprendere che per sostenere la vostra scelta davanti agli altri è spesso sufficiente la sola presenza fisica. Se voi e vostro figlio state bene, questa – indiscutibilmente – è la strada giusta.   E adesso fateci sapere come è andata!  

Hungry Hearts: Lettera aperta di una mamma a Fabio Fazio

LE SCRIVO IN RIFERIMENTO ALLA SUA PRESENTAZIONE DEL FILM “HUNGRY HEARTS”, ANDATA IN ONDA NELLA PUNTATA DI “CHE FUORI TEMPO CHE FA” LO SCORSO 10 GENNAIO.    La Sua televisione svolge un servizio pubblico ed è auspicabile che tratti di temi importanti come quelli connessi alla salute, in questo caso la salute dei bambini, in maniera chiara e approfondita. Lei ha esordito parlando di «veganesimo estremo», evocando con questa terminologia scenari ideologici e politici particolarmente invisi. Ma non esiste un veganesimo estremo, e, suppongo, un veganesimo moderato. A meno che Lei non abbia voluto asserire con un linguaggio impreciso che il veganismo è sempre estremo. Esiste un solo veganismo Sig. Fazio, ed è il veganismo, che esclude dalla dieta la carne e tutti i cosiddetti derivati animali. Il veganismo di cui parla il film non può essere un veganismo estremo, che come abbiamo detto non esiste, ma un veganismo probabilmente mal compreso, ovvero una dieta mal pianificata. Credo fortemente che Lei avrebbe dovuto porre all’attenzione del pubblico questo aspetto di primaria importanza, anziché limitarsi ad esprimere pochi e fuorvianti concetti, come il «fondamentalismo e fanatismo», l’«egoismo patologico» e le «ideologie».    Le diete vegane appropriatamente pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali degli infanti, dei bambini, degli adolescenti e promuovono uno sviluppo normale: lo sostiene già da qualche anno l’American Dietetic Association; così come sostiene che la dieta vegana è appropriata per tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza e allattamento. Dello stesso parere sono l’Academy of Nutrition and Dietetics e l’American Academy of Pediatrics. Sarebbe bastato questo. Senza citare tutti i vantaggi della dieta vegana per la salute umana e del Pianeta, contro il massacro degli altri animali, la dispersione delle risorse e la distribuzione iniqua delle risorse alimentari, che affama decine di migliaia di bambini al giorno. A mio avviso Lei ha perso la grande opportunità di farsi veicolo di un messaggio molto importante, che è quello della pianificazione bilanciata delle diete, indugiando invece su un equivoco che getta ulteriori ombre sulla mamme vegane, le più giudicate e tartassate. Ingiustamente, aggiungo. Ricordo a tal proposito che la Food and Drug Administration (FDA), proprio negli Stati Uniti, ha approvato la somministrazione di statine a partire dagli 8 anni di età, dopo che sono state riscontrate lesioni aterosclerotiche nelle arterie di bambini della scuola elementare. Non sarò io a spiegare il nesso fra colesterolo, carne, uova e latte.     Su un unico punto siamo d’accordo: è un film da andare a vedere, per riflettere tutti insieme sull’importanza di una alimentazione sana e bilanciata, con l’aiuto di medici esperti e professionisti della nutrizione; purché con questo film, e soprattutto con le correlate azioni di promozione, non si incoraggi una visione mistificata della realtà, nuocendo più di quanto, forse in buona fede, non si arrivi a pensare.   Arianna Fioravanti Mamma vegana di una bambina di due anni e quattro mesi che presenta una crescita corretta e superiore in termini percentili alla media riportata nelle tabelle pediatriche

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