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Obiettivo FAO #FAMEZERO: con la scelta vegan si può

Quest’anno la FAO, nell’indire il tema della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che si celebra il 16 ottobre, vuole condurre l’attenzione su come raggiungere l’obiettivo #FameZero non significhi soltanto combattere la fame, ma anche nutrire le persone in modo corretto e preservare il nostro pianeta. Oggi, oltre 672 milioni di adulti e 124 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi, e oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono in sovrappeso, mentre oltre 820 milioni di persone soffrono la fame. Gli alimenti nutrienti che costituiscono una dieta corretta non sono disponibili o accessibili per molte persone in tutto il mondo. Tra le indicazioni per iniziare a porre rimedio a questa situazione, diffuse per la ricorrenza, la FAO include l’aumento del consumo di frutta, verdura, legumi, noci e cereali integrali. Suggerisce anche di limitare il consumo di alimenti la cui produzione richiede un uso eccessivo di risorse naturali, come l’acqua, e di riflettere sull’impatto che il cibo che mangiamo ha sull’ambiente. Infatti, spiega l’opuscolo FAO per la giornata di quest'anno: i danni ambientali causati dal sistema alimentare potrebbero aumentare dal 50 al 90% nei Paesi a basso e medio reddito a causa del crescente consumo di alimenti trasformati e di carne. In termini di capacità di sostentamento, il 50% dei cereali e il 90% della soia prodotti a livello globale servono a nutrire gli animali degli allevamenti per ottenerne carne e latte; che con l’acqua che si consuma per avere un kg di carne di manzo (15.500 litri) potrebbero essere prodotti 4,5 kg di riso, quasi 12 kg di grano, 86 kg di pomodori, 52 litri di latte di soia e che la capacità di sfamare di un ettaro utilizzato per la produzione di uova, latte o carne è di 5-10 persone contro le 20-30 che mangerebbero con la stessa estensione di terreno coltivata con verdura, frutta, cereali o semi oleosi. Un importante e ampio studio dell’Università di Oxford  rileva che, solo per mantenere il riscaldamento globale sotto i 2°C, il cittadino mondiale medio dovrebbe mangiare il 75% in meno di manzo, il 90% in meno di maiale e metà del numero di uova, triplicare il consumo di legumi e quadruplicare i semi oleosi. Nei Paesi occidentali il consumo di carne bovina dovrebbe diminuire del 90% ed essere sostituito da cinque volte il quantitativo di legumi attualmente consumati. In termini di salute  dalle Linee guida pubblicate sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics (organo della Academy of Nutrition and Dietetics, la società scientifica più influente a livello mondiale nel campo della nutrizione umana) si evince ancora una volta come l'alimentazione a base vegetale, ben pianificata e bilanciata,  sia non solo possibile in tutte le età della vita, ma anche auspicabile, per i numerosi vantaggi che apporta, anche in termini di prevenzione di malattie. Ora più che mai, in risposta anche all’obiettivo #Famezero, appare necessario facilitare il percorso verso un’alimentazione veg sana e variata, un’alimentazione che non prevede alcuna coltivazione o produzione destinata a nutrire gli animali ma, al contrario, libera terreni per seminare vegetali proteici destinati direttamente alle persone  Gli alimenti contenenti proteine vegetali, infatti, sono migliori per l'ambiente e promuovono la sicurezza alimentare, liberando aree oggi utilizzate per coltivare mangimi destinati agli animali, costretti per tutta la loro esistenza in allevamenti intensivi nei quali “vivono” il tempo necessario per arrivare al giusto peso, o fino a quando sono efficienti come “macchine per il latte”, per poi essere macellati. È il caso delle mucche “da latte” che in natura vivrebbero fino a 40 anni, mentre in allevamento vengono avviate al macello dopo soli 7/8 anni, ormai usurate e meno produttive.  In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, LAV rinnova a Governo e Parlamento le sue richieste, fortemente in linea con gli obbiettivi dichiarati dalla FAO per questa ricorrenza, di garantire un facile accesso a menu vegan bilanciati e vari anche fuori casa (ristorazione scolastica e pubblica) e di applicare misure di forte vantaggio fiscale per le proteine vegetali rispetto a quelle animali.

L'Amazzonia non è poi così lontana

In molti, anche in Italia, sono preoccupati degli effetti di disastri come quello che sta devastando l’Amazzonia e l’ecosistema. Mai come in questo momento è necessario avere il coraggio di ammettere ogni responsabilità per i danni provocati anche in zone del Pianeta distantissime: in Amazzonia si disbosca per far spazio ad allevamenti di bovini e l’Italia è tra i maggiori importatori di Zebù dal Brasile (come quelli nella foto)  Si tratta di carne congelata, utilizzata per produrre la bresaola, promossa come eccellenza alimentare e per lo più prodotta con animali importati, che vengono trasformati in un alimento consigliato spesso dai nutrizionisti. Nel 2015 il consorzio ha prodotto 12mila 272 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP a cui bisogna aggiungere quella senza il marchio di Indicazione Geografica Protetta, circa il 30% in più....[continua]

Veg a casa.
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Dolci

Gallette vegan ai mirtilli

​Unisci in una ciotola capiente la farina semintegrale di farro, quella di mandorle, lo zucchero di canna, la vaniglia, il sale e mescola bene. Aggiungi il burro e impasta in modo da ottenere un composto sabbioso, poi unisci a cucchiaiate l'acqua freddissima e impasta bene, fino ad ottenere una palla omogenea. Avvolgi l'impasto nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per un'oretta. Riprendi l'impasto e stendilo con l'aiuto di un matterello sopra un foglio di carta forno in modo da ottenere un disco di spessore di circa 3 millimetri. Versa al centro del disco la marmellata di mirtilli e successivamente la crema di mandorle. Aggiungi anche i mirtilli e richiudi i bordi della galette aiutandoti con la carta forno. Spolvera con un cucchiaio di zucchero di canna e inforna a 180 gradi per 30 minuti in modalità statica. Sforna e lascia raffreddare prima di servire.

Primi

Quinoa con piselli e menta

  ​Versa tre cucchiai di olio evo in una casseruola, aggiungi la quinoa e il doppio del suo volume di acqua salata, porta ad ebollizione e fai cuocere a fuoco lento per 8/9 minuti. Spegni il fuoco e lascia riposare 5 minuti coperto.  Affetta a rondelle sottili il porro e rosolalo in un wok (o in una padella capiente) con un pizzico di sale, aggiungi i piselli lessati e salta il tutto per qualche minuto. Sminuzza sia i pistacchi che le foglioline di menta al coltello. Versa la quinoa nel wok con i porri e i piselli, salta il tutto per un minuto in modo da amalgamare bene gli ingredienti, spegni il fuoco e aggiungi la menta, i pistacchi, il pepe rosa e aggiusta di sale. Puoi servire questo piatto sia caldo che freddo.  

Starter

Crostata salata di zucchine e pomodori ciliegini

Frulla i fiocchi di avena, versa la farina ottenuta in una terrina, aggiungi la farina semintegrale di farro  e il sale. Versa nel composto l'acqua e l'olio e impasta per qualche minuto fino ad ottenere un panetto sodo e compatto e lascialo riposare coperto in frigorifero per mezz'ora. Affetta nel frattempo le zucchine e i pomodori ciliegini, condiscili con un cucchiaio di olio ed un pizzico di sale. Riprendi l'impasto dal frigorifero e stendilo in una teglia di 22 cm di diametro foderata di carta forno, decora con la verdura e inforna per 25 minuti a 170 gradi. Puoi gustarla sia calda che fredda.  

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