I numeri parlano d'acqua

Lo spreco è il tema della Giornata Mondiale dell'Acqua 2017. La ricorrenza, istituita dall’ONU nella data del 22 marzo, porta ogni anno l'attenzione sull'importanza di questa preziosissima risorsa e sui rischi che comporta il suo utilizzo non coscenzioso, non lungimirante e non democratico. L'accesso all'acqua potabile e sicura è un diritto essenziale, fondamentale e universale. Nel mondo 923 milioni di persone non hanno accesso a fonti di acqua potabile sicura, in base ai dati diffusi  dal Consiglio Mondiale dell'Acqua (World Water Council - WWC). Il costo totale dell'insicurezza delle risorse idriche sull'economia globale è stimato in 500 miliardi di dollari all'anno. Se a questo dato si aggiunge l'impatto ambientale, la cifra cresce ulteriormente fino ad arrivare all'1% del prodotto interno lordo globale. Una veloce riflessione su un solo numero: per 'produrre' 1 chilo di carne sono necessari 15.000 litri d'acqua, e stiamo ancora qui a pensare di continuare a consumarne? La prima mossa utile e rapida, attuabile a livello individuale, è orientarsi verso un'alimentazione vegan, praticabile ormai con enorme facilità e alla portata di tutti. Così facendo orientiamo il nostro comportamento verso la conservazione delle risorse idriche, per l’equo accesso a beni primari come acqua e cibo e per contrastare i cambiamenti climatici. Paola Segurini

Il latte vegetale non deve essere un lusso

Alla luce del mutato panorama delle preferenze alimentari degli Italiani, il contrasto tra l'Iva agevolata al 4% applicata al latte vaccino e di altri animali e l’Iva al 22% (la stessa che si impone ai beni di lusso) imposta sui ‘latti’ vegetali, quali le bevande a base di soia, mandorle, avena, riso, farro e simili risulta un’evidente incoerenza. Aderiamo perciò con entusiasmo all’appello de Il Salvagente al Presidente Gentiloni per l’abbassamento al 4% dell’Iva sul ‘latte’ vegetale. I ‘latti’ vegetali sono ormai beni di consumo diffusi e non possono essere considerati beni di lusso, al contrario, il crescente apprezzamento che li caratterizza ci induce a lottare perché diventino una scelta anche etica alla portata di tutti. Recenti indagini, come il Rapporto Italia di Eurispes, che ha visto triplicarsi il numero dei vegani, i quali si attestano al 3% della popolazione, corroborano una tendenza di mercato ben visibile e sono chiaro segno di come aumenti la consapevolezza dello sfruttamento degli animali a tutti i livelli di produzione dei cibi, consapevolezza favorita dal lavoro costante nell’informazione sulla realtà degli allevamenti e su ciò che si cela dietro alla produzione anche del latte. Sosteniamo e diffondiamo la petizione de Il Salvagente e rimarchiamo come l’attuale regime d’imposizione dell’IVA favorisca i ‘produttori’ di latte vaccino e animale (che già godono di notevolissimi sussidi) e discrimini  gli agricoltori che si orientano sulla coltivazione di cereali e di legumi adatti ad essere trasformati in ‘latti’ vegetali.  Da ormai 40 ci impegniamo quotidianamente per favorire un mercato etico, che confermi e metta in pratica azioni di tutela degli animali e dell’ambiente e offra al consumatore la possibilità di effettuare la sua quotidiana politica di scelta in direzione di un mondo più giusto e solidale con tutti i viventi. Anche in questo frangente daremo il massimo per la diffusione e il recepimento positivo della richiesta, fallo anche tu e clicca qui per firmare la petizione. Paola Segurini 

Firenze: 'La carne è debole'

La Carne è debole, oggi, dopo questo ultimo scandalo, più che mai.  La LAV lo rimarca in un modo originale e potentissimo, con un monologo, scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Lanino.  Dove? A Firenze, al Teatro di Cestello Quando? Giovedì 23 febbraio, ore 20.45 Per gli antichi greci il Teatro era il luogo del popolo. Allora perché non portarvi un problema che riguarda tutti? La Carne è debole è un critica ragionata, un appassionato percorso per scoprire da dove e perché si sia arrivati al terribile sfruttamento degli animali negli allevamenti. La Carne è debole sarà duro viaggio per coloro che ancora non si sono posti le giuste domande e una sorprendente presa di coscienza verso abitudini alimentari responsabili e sostenibili. Tutti abbiamo mangiato e molti mangiano carne ma, se non si cambia direzione.. tutti patiremo le conseguenze di un’intollerabile ignoranza. 'La carne è debole' sarà un viaggio esplorativo per coloro che ancora non si sono posti le giuste domande e una sorprendente presa di coscienza verso abitudini alimentari responsabili e sostenibili.  Se non si cambia direzione, tutti patiremo le conseguenze di un’ormai intollerabile ignoranza. "Poche persone risultano antipatiche come chi mette le mani nei nostri piatti, dicendoci cosa mangiare e cosa no...questo vale per me e per il vostro dietologo" Giuseppe Lanino (cit.) *** Guarda il trailer:  https://vimeo.com/151545152 *** Al termine dello spettacolo, LAV offrirà un “dopoteatro" vegan.  BIGLIETTI E PRENOTAZIONI ✦ ✧ TEATRO DI CESTELLO✦ ✧ Piazza Cestello, 4 - Firenze tel. 055-294609  *Offerta: 15 Euro* Riduzione per over 65, under 18, studenti, Soci Coop, Cral  prenotazioni@teatrocestello.it ✦ ✧ ONLINE✦ ✧ http://www.teatrocestello.it/2016/09/la-carne-e-debole/, www.boxol.it; - www.boxoffice.it ✦ ✧ INFO✦ ✧ lav.firenze@lav.it cell: 3271273417 Vi aspettiamo! paola segurini      

I prodotti vegani entrano nel paniere ISTAT

Non ci stupiamo quasi più, noi. Perchè lo sapevamo che la nostra è la scelta giusta. Ma la notizia di oggi è che i cibi vegani (e vegetariani) alternativi alla carne entrano nel paniere statistico dell’Istat. L'istituto ha aggiornato l'elenco dei prodotti su cui calcola l'inflazione, portandolo a 1.481 voci, includendo i nuovi elementi 'verdi'. Il significato della cosa? I Vegan saranno simpatici o meno, ma in campo alimentare hanno rilevanza economica e la loro spesa al supermercato conta. Lo dicono ancora una volta i numeri. Quindi Vegan, Vegan e ancora Vegan! paola segurini    

I numeri continuano a parlare vegano!

Secondo il Rapporto Italia 2017, presentato il 26 gennaio da Eurispes, il’3% della popolazione – in base al campione intervistato – è vegan. Risulta quindi triplicato il numero di coloro che optano per un'alimentazione tutta vegetale.  E’ un dato importante, dopo il raggiungimento della cifra decimale (1%) avvenuto nel 2016, ma non è una sorpresa, i segnali ci sono, basta guardarsi in giro e vedere l'offerta di cibo adatto i veg, sia nella ristorazione che nella grande distribuzione organizzata. Il 7,6 % del campione citato da Eurispes segue una dieta vegetariana o vegana e, in particolare, il 4,6% degli intervistati si dichiara vegetariano (-2,5% rispetto al 2016).  Il punto nuovo, oltre ai numeri in crescita decisa, è rappresentato appunto dalla diminuzione dei vegetariani (che scelgono di non consumare solo carne e pesce) a favore del gruppo dei vegani (che scelgono di non consumare alcun tipo di alimento di origine animale). Si tratta di un ben chiaro segno di come aumenti la consapevolezza dello sfruttamento degli animali a tutti i livelli di produzione dei cibi, consapevolezza favorita dal lavoro costante – attuato anche dalla nostra associazione, ormai da 40 anni -  nell’informazione sulla realtà degli allevamenti e su ciò che si cela dietro alla produzione anche di latte, uova e derivati. Il 31,7% del campione esaminato ha scelto di alimentarsi senza carne per rispetto degli animali.  Il 12% è mosso da motivazioni di tutela ambientale e il 47,6% dei vegetariani/vegani ha fatto questa scelta consapevole dei benefici delle proteine veg rispetto a quelle animali. Quest’ultima cifra rappresenta una scelta avvalorata ancora una volta dalla recente Posizione dell’ADA (Academy of Nutrition and Dietetics) -  la principale organizzazione dei professionisti dell'alimentazione e della nutrizione degli USA, con quasi 67.000 membri - che conferma come le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, siano salutari, nutrizionalmente adeguate e possano apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie, oltre ad esser adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi la gravidanza, l'allattamento, la prima e la seconda infanzia, l'adolescenza, l'età adulta, per gli anziani e per gli atleti. La sempre più diffusa tendenza ad alimentarsi con maggiore responsabilità appare quindi come  l’identificazione da parte dei singoli di come questo nuovo modo di mangiare sia il passo necessario per avviarsi verso un futuro migliore per tutti, contribuendo anche ad evitare catastrofi climatiche e sociali. paola segurini

I trend che parlano

I numeri, si sa parlano. Ma non solo loro. Parlano anche le ricerche di parole sui motori di ricerca. In particolare sul più diffuso. I Google Trends rivelano che c'è stato un 90% di aumento nella ricerca del termine Vegan negli ultimi 12 mesi. Solo un esempio di quanto suscitino interesse, positivo o negativo, l'aggettivo o il sostantivo in questione. Basta che se ne parli? Nella mia posizione direi di sì, venendo da un secolo in cui i Vegani venivano solo dal pianeta Vega. Buon 2017. paola segurini

A Natale con ironia!!

  Il Natale si avvicina a passi lunghi. E con lui si aprono le Feste, giorni costellati di eventi in cui si mangia in compagnia di parenti e amici. Tra i punti focali della galassia celebrativa c’è il Cenone della Vigilia, affrontato con menù tramandati da secoli, come accade per il Pranzo di Natale.    Il momento conviviale - seppur un po' meno difficile da gestire, oggi che la scelta Vegan esce sempre più dal novero delle stranezze per entrare in quello delle abitudini alimentari diverse, ma note - diventa  palcoscenico realistico di confronto per chi deve condividere la tavola con tanti onnivori e apre la strada a domande, curiose o informative, provocatorie o solo superficiali.  Il siparietto si ripete spesso nella vita, e chi ha optato per un'alimentazione il meno crudele possibile lo conosce bene.    I Social creano oggi una camera dell'eco sempre più potente nel trasmettere e ritrasmettere il termine vegano, per odio o per amore, o solo perché stiamo spostando fette di mercato verso prodotti diversi più empaticamente sostenibili e altrettanto buoni per il palato.   Quale strumento comunicativo migliore di un video, ambientato proprio ad una tavola natalizia - già incrocio movimentato di battute e frecciatine in tutte le famiglie -  e realizzato con la vivacità sarcastica dei Vegan Chronicles, per augurare le migliori feste vegan possibili e avviare ad una ancor migliore comprensione delle nostre ragioni?   Paola Segurini  

Spot panettone Motta: paura eh?

La paura che fanno i vegani, o perlomeno tutti coloro che – per le motivazioni più varie – riflettono sull’alimentazione e così facendo minano la 'tradizione'. Eh sì perché il progresso mentale e alimentare, il vedere oltre il prosciutto con cui tentano (per pigrizia o per ‘si è sempre fatto così’) di foderarci gli occhi fin da piccoli, sta dando i suoi frutti. E così, anche lo spot di un famoso panettone, per tirare a far ciccia, è costretto a farsi beffe di chi sceglie altro e costringe (ohi ohi) a modificare linee di produzione ed ingredienti. Ingredienti astrusi per un dolce, come il seitan e il tofu, servono alla Motta da trigger per attirare l’attenzione sul classico e ormai obsoleto panettone. Sì quello – industriale - con mille uova e cento burri, quello che ormai in molti si chiedono che cosa ci sia dentro. Noi di certo non lo vorremmo col seitan (splendido e ineffabile quando si tratta di salati) o col tofu (elegante e antico, versatile e generoso con chi sa usarlo), il nostro dolce natalizio, ma sappiamo che è possibile trovarlo buono per il palato e con gli animali – perché non se ne usano ingredienti derivati dal loro sfruttamento  – e per la salute. E senza cercarlo lontano. Sappiamo anche che non è un vezzo, né una moda, ma una presa di consapevolezza, un togliersi – sempre più diffuso – il prosciutto dagli occhi, fin da giovanissimi, che sta portando, volente o nolente, l’industria del ‘tradizionale’ ad adattarsi – anche la citazione nello spot ne è la prova – perché indietro non si torna. Buone dolcezze davvero dolci, perchè impastate senza crudeltà! Paola Segurini

I migliori di Vegan Italy 2016: evviva!

Giunto alla seconda edizione, il riconoscimento di Sonda Editore individua, grazie ai voti dei lettori della rivista e del web, i migliori tra Locali, Foodblogger, Libri di cucina e Testimoni Vegan maschile e femminile, in una gamma di 50 candidati, scelti anch'essi dal pubblico. Annunciati oggi i vincitori, tra loro abbiamo trovato la nostra amica Felicia Sguazzi con il suo La Forchetta dei 5 Sapori (qui le sue ricette su questo sito) nella categoria libri e il collega Ciro Troiano, autore dell'annuale Rapporto Zoomafia, che è emerso tra le persone vegan che maggiormente si sono distinte come testimoni maschili di questo stile di vita. Il miglior locale è risultato Cambio Logico di Forlì, mentre tra le donne testimoni la più votata è stata la Dottoressa Susanna Penco, che combatte strenuamente contro la sperimentazione animale. Il Foodblog più amato è La Via Macrobiotica con la sua autrice, Dealma Franceschetti. A tutti gli insigniti i nostri complimenti, qualcuno in più a Felicia e Ciro e grazie a Vegan Italy. Paola Segurini

#FerreroRipensaci: una campagna da sostenere

La LAV, in virtù delle sua mission etica, sostiene e condivide la campagna #FerreroRipensaci  lanciata dall’Onorevole Mirko Busto per convincere la grande azienda piemontese a fare marcia indietro sull’impiego dell’olio di palma. Il grasso vegetale è uno degli ingredienti base  della diffusissima  - e quindi assai costosa in termini di distruzione dell’ambiente e di uccisione degli animali che vivono nelle foreste tropicali, abbattute per far largo alle piantagioni di olio di palma – cioccolata spalmabile. Ferrero dichiara di utilizzare solo olio di palma sostenibile, ma è condiviso da ampi studi come tale sostenibilità non possa esistere, in considerazione della difficoltà di tracciare dell'intera filiera, in paesi con alti livelli di corruzione.   L’invito all'Azienda, in sostanza, è di compiere scelte coraggiose e di modificare la ricetta della crema tanto amata, ricorrendo ad ingredienti più etici e meno impattanti sul territorio. E anche più sani. Per coerenza e completezza, Ferrero dovrebbe sostituire anche il latte, per la cui produzione si mettono al mondo e si allevano e si ingravidano ogni anno milioni di bovini, il cui sfruttamento sarebbe evitable ricorrendo ai tanti ‘latti’ vegetali ormai a disposizione, solo così facendo il gigante dolciario darebbe un esempio a livello globale di attenzione vera, e non solo pubblicitaria, ai valori fondamentali tanto declamati di vita e naturalità.   Ecco lettera aperta e la petizione da firmare. #FerreroRipensaci!    paola segurini      

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