Veggie Planet Roma: parliamo di mense

Dopo il successo in grandi città europee, arriva anche a Roma, e per la prima volta in Italia, Veggie Planet, il salone interamente dedicato al gusto vegetale, a cui saranno presenti le maggiori realtà del mondo 100% cruelty free. Novità gastronomiche, favolosi abbinamenti di sapori, riscoperta della tradizione a base veg, show cooking e buon cibo, moda e cosmesi equo-solidale, incontri e dibattiti sui tantitemi che girano intorno alla scelta etica vegan: tutto questo per tre giorni. Dove e quando? Allo Spazio Eventi Tirso (in via Tirso 14), nei giorni 10-11-12 febbraio, con apertura dalle 11:00 alle 22:00 il venerdì e sabato e fino alle 18:00 la domenica. L'entrata sarà gratuita. LAV partecipa con un grande spazio informativo a cura della sede di Roma e con una mia relazione sull'attività dell'associazione in tema di opzione vegan nelle mense scolastiche (parlerò sabato 11 febbraio alle 18:00). Numeri Eurispes, paniere Istat e grandi kermesse divulgative e di assaggio: l'alimentazione vegan viaggia davvero a gonfie vele. Gli animali, il Pianeta e la nostra salute ringraziano. paola segurini  

Vegan a scuola: lettera aperta al Sindaco di Napoli

  La Nota Ministeriale del 25 marzo scorso in tema di adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali, parla chiaro e ribadisce che i Comuni si sono impegnati a rispettare firmando, il 29 aprile 2010, in sede di Conferenza Unificata con Regioni e Ministero della Salute, le “Linee di indirizzo nazionale per la refezione scolastica”, redatte anche con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione, che prevedono tali sostituzioni e includono la scelta vegan. Su questa base da mesi la LAV di Napoli ha avviato un dialogo con il Comune, in particolare con l’ufficio dell’Assessore alla Scuole e Istruzione, allo scopo di offrire anche in questa città la possibilità di scegliere un menu vegano nelle mense scolastiche pubbliche.  Oggi Vincent Esposito, responsabile LAV  locale ha inviato una lettera aperta al Sindaco De Magistris perché intervenga al fine di far inserire nel bando di gara relativo alla fornitura delle mense scolastiche, che uscirà a dicembre di quest’anno, il requisito di poter fornire un equilibrato menu vegano.  Una esigenza ancor più manifesta, dopo che domenica 7 novembre è andato in onda un servizio su Rai 3, nella trasmissione "Indovina chi viene a cena", che ha messo ancora una volta in luce come un’alimentazione vegan a scuola, possa apportare benefici alla crescita e alla salute dei bambini. L’inchiesta ha citato, tra gli altri, proprio il Comune di Napoli, che ancora non garantisce il pieno rispetto del diritto – senza necessità di alcun certificato, se non la semplice richiesta di entrambi i genitori -  a un menu totalmente rispettoso delle scelte personali di ogni individuo. “Riteniamo che - conclude Vincent Esposito - una città come la nostra, che negli ultimi anni ha fatto tanti passi in avanti su molti fronti, non possa, nel 2016 non garantire ancora il diritto, formalmente tutelato a livello nazionale oltre che internazionale, a un menu rispettoso delle proprie scelte etiche”.

Vegan a scuola: i taxi a Bologna

Passi avanti, anzi chilometri avanti, per l’alimentazione vegan nelle scuole.  Nella città delle due torri viaggia dal 3 novembre , a ‘bordo’ di tanti taxi, il messaggio che informa sulla possibilità di scegliere un’alimentazione più consapevole nei confronti degli animali, del Pianeta e della salute.  Colorato e forte l’avviso per i cittadini, vestirà per un mese – proprio novembre, in cui cade il World Vegan Day - 10 taxi e decorerà il lunotto di 30 vetture. Mangiare Vegan nelle mense scolastiche di Bologna si può e si può fare la richiesta. Quest’anno il comune, tramite il servizio di ristorazione delle scuole di Bologna, gestito da Ribò (www.riboscuola.it) offre la possibilità di usufruire menu scolastico ben pianificato su cibi di origine esclusivamente vegetale. Un menu vegan senza bisogno di alcuna certificazione o attestazione medica. E’ un risultato ottenuto dalla LAV, nella sua attività di tutela dei diritti dei cittadini che scelgono un’alimentazione veg. E anche la Regione Emilia Romagna, in seguito ad un’interrogazione parlamentare presentata su istanza della LAV, ha trasmesso una Nota a tutti i Comuni del territorio regionale, all’Ufficio Scolastico Regionale e per conoscenza alle ASL,  ribadendo il contenuto delle Linee Guida di Indirizzo nazionale, e la fondamentale e recente Nota n.0011703 del 25 marzo 2016 del Ministero della Salute, in cui si  ribadisce ancora una volte che“: vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori". Mangiare vegan, almeno a scuola, è un passo significativo verso una maggiore consapevolezza del potere/dovere del singolo cittadino nel percorso di tutela del Pianeta, degli animali e della propria salute. Qui le foto dei taxi. paola segurini

La Regione Veneto si adegua alle Linee Nazionali

Nuova vittoria nel campo dei diritti dei vegani. Finalmente anche la Regione Veneto riconosce la superiorità legislativa delle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, approvate in sede di Conferenza Unificata il 29 aprile 2010 da Governo, Regioni, Province Autonome e Autonomie locali, redatte anche con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione, in cui si afferma che “vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori” , escludendo quindi aspetti di valutazione sanitaria. In risposta all’Interrogazione a risposta scritta - presentata su istanza della LAV il 30 giugno scorso – dai consiglieri Zanoni (Pd) e Guarda (Lista Moretti),  in cui i firmatari spiegavano come continuassero a giungere loro segnalazioni da parte di genitori in merito a richieste di certificati medici o ad altri intralci burocratici per l’ottenimento di un menù senza ingredienti di origine animale, la Giunta Regionale del Veneto ha deliberato - a voti unanimi e palesi - il 9 settembre, che “Non è necessaria alcuna certificazione medica, ma solamente la richiesta dei genitori, inoltre, tali menù non necessitano di validazione da parte dei Sian delle Aziende Ulss in quanto non ci si trova di fronte ad un problema sanitario di allergia alimentare ma di una scelta personale etico religiosa del genitore nei confronti del proprio figlio” Passi avanti. Sempre più. paola segurini.

Mense vegan: Bologna finalmente senza certificato

Nelle mense scolastiche di Bologna saranno forniti pasti vegan a chi li richiede e, finalmente, non sarà necessaria alcuna certificazione o attestazione medica, così come prevede la normativa vigente. E’ un nuovo positivo risultato ottenuto dalla LAV, nella sua attività di tutela dei diritti dei cittadini che scelgono un’alimentazione veg. Lo scorso febbraio, il servizio di ristorazione delle scuole di Bologna, gestito da Ribò (www.riboscuola.it), annunciò che era sì possibile richiedere il menu vegan, ma che era necessario presentare il certificato medico. Considerata la sentenza n.245/2015 del Tribunale di Giustizia Amministrativa di Bolzano - che aveva cancellato la prescrizione della firma del medico oltre a quella dei genitori, anche ai sensi delle Linee Guida della Ristorazione Scolastica emanate dal Ministero della Salute – la LAV aveva subito invitato il Comune di Bologna ad attenersi alla legislazione. Scegliere di mangiare alimenti privi di derivati animali è infatti una scelta etica e culturale, non un’allergia né una malattia, e non è quindi necessaria alcuna attestazione medica. In maggio è arrivata la conferma, in una Nota, richiesta e ottenuta a firma del Ministero della Salute, in cui si spiega che le iniziative di Regioni che impropriamente sconsigliano la scelta vegetariana e vegana e di Comuni che richiedono certificazioni mediche o comunque un’assunzione di responsabilità supplementare alle famiglie che scelgono l’alimentazione vegetariana o vegana, sono in contrasto con quanto stabilito dalle Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica. La stessa Nota infatti ribadisce che “vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali e tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori." Finalmente, proprio in tempo per il nuovo anno scolastico, Ribò Scuola – e quindi il Comune di Bologna – si è adeguato e ha recepito la normativa, mettendo on line il modulo di richiesta di un menu quotidiano che non presenti “tutti i tipi di carne (e affettati), prodotti ittici (pesce, crostacei e molluschi), uova e derivati, latte e derivati”, integrando l’opzione nel modulo per le “diete etico-religiose”, che non richiedono alcuna attestazione di terzi, ma solo firma dei genitori. Siamo contenti per questo atto dovuto da parte dell'Amministrazione comunale e per questa vittoria che rappresenta un motivo in più per tutte le famiglie, indipendentemente dalle loro scelte alimentari, di riflettere sul grande valore non solo etico ma anche ambientale e di salute, della possibilità di optare per il menu vegan a scuola. p.s.

Senigallia: vegan a scuola e senza certificato

Nelle mense scolastiche di Senigallia (Ancona) saranno forniti pasti vegan a chi li richiede, e non sarà necessaria alcuna certificazione o attestazione medica. La cancellazione della richiesta dell'attestazione sanitaria è  un nuovo positivo risultato ottenuto dalla LAV nella sua attività di tutela dei diritti dei cittadini che scelgono un’alimentazione veg. Il 3 agosto, infatti, il Sindaco di Senigallia ha risposto alla diffida inviata dalla LAV il 1° agosto, annunciando che porterà in una prossima riunione di Giunta una modifica alla Delibera n.188 del 13 luglio 2016, per cancellare la prevista richiesta di presentare “un’attestazione del pediatra con cui dichiara che è a conoscenza del regime alimentare seguito dal bambino e che non esistono controindicazioni di ordine sanitario”* Siamo contenti per questo atto dovuto da parte dell'Amministrazione comunale e per questa vittoria  che rappresenta un motivo in più per tutte le famiglie, aldilà delle loro scelte alimentari, di riflettere sul grande valore non solo etico ma anche ambientale e di salute, della possibilità di optare per il menu vegan a scuola Scegliere di mangiare alimenti privi di derivati animali è infatti una scelta etica e culturale, non un’allergia néuna malattia, e non è quindi necessaria alcuna attestazione medica. Qui il nostro comunicato stampa. paola segurini

Opzione Vegan in ospedale: ad Avezzano si può

In provincia de L'Aquila, ad Avezzano, si cambia menu. Dove? All'ospedale. Un ospedale virtuoso, che tiene conto, con l'affidamento ad una nuova ditta appaltatrice della ristorazione interna, della possibilità di avere dei ricoverati che optino per l'alimentazione vegan.    Ce lo comunica qui Abruzzo Web, che spiega: " Il cambio di passo c’è stato con l’affidamento del servizio a una nuova ditta: oltre alla dieta vegana (niente carne  e pesce ed esclusione di prodotti di origine animale) nei reparti, col nuovo menu a scelta, si registra per esempio una crescente richiesta della dieta vegetariana. In attesa della messa a norma dei locali della cucina ospedaliera attualmente i piatti, dopo essere stati preparati in un laboratorio alimentare all’esterno del presidio ed ermeticamente sigillati, vengono trasportati all’interno dei reparti seguendo  modalità che ne garantiscono il  mantenimento della temperatura e l’ottima conservazione".   La cultura alimentare aperta, pronta a rispettare le esigenze anche dei malati, è sempre un passo avanti nel rispetto dei diritti del singolo.Indietro non si torna: applausi a questo ospedale abruzzese, sperando che sia d'esempio per altri. paola segurini  

Opzione Vegan: sì a informazione corretta

Rispetto alle dichiarazioni in merito all’opzione vegan nelle mense scolastiche, rilasciate recentemente a Bologna dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, siamo certamente d’accordo sulla necessità di un’informazione corretta dei genitori, qualunque sia il regime alimentare scelto. Ricordiamo tuttavia che, come riporta l’American Dietetics Association “le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti”. Gli istituti scolastici, come precisa il Ministro, devono attenersi alle indicazioni del Ministero stesso che molto opportunamente - nelle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, approvate in sede di Conferenza Unificata il 29 aprile 2010 da Governo, Regioni, Province Autonome e Autonomie locali, e redatte anche con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione - dichiara che “vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali.’ LAV

Emilia Romagna: precisazioni su mense veg

Finalmente la Regione Emilia Romagna riconosce la predominanza legislativa delle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica - approvate in sede di Conferenza Unificata il 29 aprile 2010 da Governo, Regioni, Province Autonome e Autonomie locali, redatte anche con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione - in cui si afferma che “vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”, escludendo quindi aspetti di valutazione sanitaria.   In risposta all’interrogazione parlamentare presentata su istanza della LAV, in cui il Consigliere Bertani (Movimento 5 Stelle) chiedeva alla Regione di smettere di discriminare le famiglie che a scuola domandano un menu vegetariano o vegano, e di applicare le prescrizioni del Ministero della Salute, il 19 luglio scorso l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna ha trasmesso una Nota a tutti i Comuni del territorio regionale, all’Ufficio Scolastico Regionale e per conoscenza alle ASL. , ribadendo il contenuto delle Linee Guida di Indirizzo nazionale, e la fondamentale e recente Nota n.0011703 del 25 marzo 2016 del Ministero della Salute, che afferma “iniziative di Regioni che impropriamente sconsigliano la scelta vegetariana e vegana [..] e sono in contrasto con quanto stabilito dalle Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica sottoscritte sei anni fa anche da Regioni e Comuni, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che recitano testualmente: vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori".   “Siamo soddisfatti degli ulteriori passi avanti nella tutela dei diritti dei vegani – dichiara Paola Segurini, Responsabile LAV Area Scelta Vegan – e la risposta all’interrogazione, presentata su nostra istanza, è un passo importate per le famiglie della regione, perché attesta il riconoscimento delle Linee Guida Nazionali e prescrive che tutti i Comuni, inclusi Bologna, Ferrara, Parma e Rimini, si adeguino e offrano l’opzione vegan a chi la richiede, fin dall’imminente anno scolastico 2016-2017”.   LAV

La Mole è molto Veg

Una delle notizie migliori delle scorse settimane è stata la scelta della nuova amministrazione di Torino di presentare un programma che promuove l’alimentazione veg (a pagina 26). Lo sapevamo, che il capoluogo piemontese era un faro luminoso in termini di scelte alimentari etiche, fin dal primo VegFest del 2001 (il padre di tutte le manifestazioni culinarie senza crudeltà). Lo sapevamo che una bella comunità, decisa e variegata,  portava avanti un pacifico spostamento della tradizione gastronomica verso  aperture alla cucina 100% vegetale.  Lo sapevamo che le istituzioni ne erano consapevoli, e le abbiamo incitate con garbata forza, ottenendo risultati,  certi della presenza visibile  della nostra sede territoriale. Ma la gioia di vedere i titoli dei giornali, in cui si nomina Torino come città Veg; l’eco positivo (salvo i soliti detrattori) propagatosi inarrestabile, come lo sono certi fenomeni fisici, della consapevolezza che stiamo percorrendo la strada giusta e non siamo più soli, bizzarri visionari, è stata cospicua. Vedere  articoli di quotidiani stranieri citati da guru dell’alimentazione 100% vegetale d’oltreoceano,  come Mattew Kenney non ha prezzo. La certezza che il nostro cammino di sensibilizzazione per gli animali e il Pianeta continua a dare frutti è un incentivo ad andare avanti con fiducia e con sempre maggiore impegno. W le città molto Veg! Paola Segurini  

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