La mensa vegan è un diritto

Le famiglie dei bambini vegani pagano la ristorazione scolastica tanto quanto quelle dei bambini non vegani. Il Ministero della Salute con Regioni e Comuni hanno stabilito da sei anni la fornitura di pasti alternativi e nessuna certificazione medica per alimentarsi senza ingredienti di origine animale. Ma, secondo una ricerca della LAV, nonostante la crescita della domanda, molte Amministrazioni locali come Roma non prevedono ancora cibi dedicati ai vegani limitandosi a dare contorni o, seppure dispensati, cercano in alcuni casi di scoraggiarne l’utilizzo come fa la Regione Emilia Romagna (che non ha modificato le sue Linee Guida pur essendo precedenti a quelle nazionali) o richiedono, in maniera discriminatoria, certificati medici per una scelta che medica non è, come fanno Comuni comeTorino Parma Bologna e Rimini  o addirittura pretendono un consenso informato di scarico di responsabilità come fa il Comune di Ferrara. Per questo la LAV, forte anche di una pronuncia del TAR di Bolzano che nel maggio 2015 ha costretto il Comune di Merano a riammettere al nido una bambina la cui mamma si era rifiutata di accreditare la propria scelta etica vegana con un certificato medico, ha chiesto con una lettera al Ministro della Salute Lorenzin di inviare una Nota chiarificatrice a Regioni e Comuni in applicazione delle “Linee di Indirizzo Nazionale per la Ristorazione Scolastica” che sono state siglate anche dagli Enti locali nella Conferenza Unificata del 29 aprile 2010, e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno successivo, che a pagina 22 recitano testualmente: “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”. La richiesta è supportata da un’interrogazione parlamentare di cui la deputata Beatrice Brignone si è fatta promotrice, nella quale si citano anche due casi positivi, quelli di Milano e La Spezia che, in ottemperanza alle Linee Guida nazionali, riconoscono i pasti vegani e senza alcuna dichiarazione medica.

Veg è Salute, parola di Ministero

Nutrire il Pianeta, nutrirlo in salute. Questo il titolo della pubblicazione - ora a disposizione in formato scaricabile - a cura del Ministero della Salute, uscita a ottobre 2015. Gli autori del Quaderno – un ricco panel di studiosi ed esperti tra i più quotati in Italia -  nel corso dell’analisi di una buona alimentazione dedicano una pagina ai regimi alimentari vegetariani e vegani.[1] La novità è che il breve testo riafferma le rilevazioni di studi e posizioni ufficiali straniere, che da anni sono il cardine della nostra informazione in merito alla scelta veg. Così, dopo aver categorizzato i diversi generi di nutrizione che vanno sotto il nome di vegetariana, il documento ci dice che ‘E noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie (in particolare colon e tratto gastroenterico e vie respiratorie), e sia associata a una riduzione della mortalità per tutte le cause’. Interessante e nuova l’enfasi, positiva, sulle caratteristiche dell’alimentazione tutta vegetale, ‘Rispetto alle diete vegetariane’ specifica il testo ‘la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall’insorgenza di obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile’. Le ragioni di questi vantaggi concreti, potrebbero derivare (il condizionale sembra d’obbligo in tutta la pagina) ‘anche da un aumentato introito di agenti antiossidanti e di fibre che caratterizzano un’alimentazione ricca in verdura e frutta fresca’. I redattori segnalano quindi la necessità di ‘applicare correttamente’ soprattutto le diete prive di derivati animali, suggerendo – come sempre fa la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – un’integrazione di vitamina B12.  Nulla di nuovo sotto il sole. Importante è la dichiarazione che i  ‘dati già oggi a disposizione indicano che la dieta vegetariana e quella vegana possano essere responsabili di un buono stato di salute nell’adulto’. La limitazione all’adulto diverge purtroppo dalla posizione ADA, che estende i vantaggi della scelta vegana – bilanciata e varia – a tutte le età[2]. A piccoli passi, ma si procede - in sostanza - nell’accettazione  – e questa pubblicazione ufficiale del Ministero della Salute ne è la prova -  dell’evidenza di come l’alimentarsi equilibratamente in modo vegano sia un metodo reale di tutelare la salute, l’ambiente e gli animali. Ed è proprio sulle ‘origini antiche e sulla cultura di rispetto degli animali’, come fonte da cui scaturisce la scelta veg, che si soffermano gli autori nell’introdurre la descrizione oggetto della presente disamina, riconoscendo all’alimentazione veg la valenza etica di cui ci facciamo ogni giorno, con orgoglio,  promotori. Paola Segurini   [1] http://www.quadernidellasalute.it/download/download/25-ottobre-2015-quaderno.pdf [2] “È posizione dell’American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti” (versione originale in Inglese http://bit.ly/1J0kbaj)  

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