Soyalism: inchiesta sulla distruzione

Da pochi giorni è disponibile in visione su RAI Play, Soyalism, il documentario che, avvalendosi di riprese molto efficaci, di numerose interviste e di una fruibilissima animazione grafica – in cui si semplificano processi complessi – spiega con chiarezza la produzione agroalimentare e in particolare la filiera della carne di maiale. L’inchiesta mette in luce e denuncia le conseguenze del sistema industrializzato, controllato a livello globale da un pugno di gigantesche aziende occidentali e orientali.   Soyalism - di Enrico Parenti e Stefano Liberti - è un viaggio che dagli Stati Uniti giunge in Cina, poi torna in America Latina e infine approda in Africa, rivelando come le vittime questo mostruoso meccanismo siano - oltre, ovviamente e in primo luogo, agli animali - le popolazioni locali povere e impossibilitate a ribellarsi. Senza contare la distruzione e l’inquinamento di aree amplissime del Pianeta e il consumo, sconsiderato e privo di una minima lungimiranza, di risorse. Per non parlare della sovranità alimentare.  In sostanza: i nuovi equilibri alimentari globali – che vedono per esempio un aumento vertiginoso della domanda di carne in Cina, oltre al previsto aumento della popolazione mondiale – stanno imponendo un modello produttivo insostenibile che – se non viene fermato – distruggerà un numero enorme di ecosistemi. Essenziale e allo stesso tempo vasto nelle sue accuse, Soyalism è da vedere. Fosse solo per capire e far capire. paola segurini

Il gelato è sempre più vegan

Non occorre girare tanto, almeno nelle città e cittadine e nei luoghi turistici, per trovare sempre più gusti tradizionali ma senza latte vaccino e uova, nelle gelaterie artigianali. Il trend, iniziato da qualche stagione, ora si arricchisce della voglia di produrre ‘gelato all’acqua’. Non il sorbetto, non la varietà con frutta, proprio i gusti più golosi e tradizionali. “Con i gelati all’acqua ecco i gusti liberati dalla schiavitù di latte e uova, con le caratteristiche della materia prima valorizzate al meglio perché assolute protagoniste” leggiamo in un’interessante analisi pubblicata recentemente da ‘La Repubblica’. L’obiettivo, oltre a rispondere ad un pubblico sempre più attento a ciò che consuma, in termini di salute e sostenibilità, è far apprezzare gli ingredienti nella loro integrità, senza ingredienti che mascherino il sapore o che lo esaltino disarmonicamente. Bene così, la nostra rivoluzione a tavola – e per strada - continua, anche con queste tre ricette facili e di sicuro successo, senza crudeltà e super golose. paola segurini

Quando veg fa rima con campione

In questi ultimi giorni due grandi comunità sportive e di appassionati hanno potuto apprezzare la forza della scelta veg. Il tennis, nel suo classico dei classici, il torneo di Wimbledon, ha visto trionfare Novak Djokovic. Quasi cinque ore di partita per essere incoronato per la quinta volta in carriera, seconda consecutiva ed essere confermato come numero 1 al mondo: Djokovic ha dichiarato in varie occasioni che le sue eccezionali doti di forza e resistenza derivano dal privilegiare un’alimentazione soprattutto vegetale. Non vuole etichette ma è un tenacissimo promotore (ha anche aperto un ristorante vegan a Montecarlo) del mangiare verde. Al contrario, chi si definisce vegano tout court senza se e senza ma, è Lewis Hamilton, pilota britannico che continua a veleggiare indisturbato in testa alla classifica piloti di Formula 1 e a collezionare primati mondiali. Hamilton - che ha co-prodotto (come anche Djokovic) il nuovo documentario vegano "The Game Changers", in uscita a settembre – sostiene che mangiare vegan lo fa sentire forte a livello fisico e mentale. Sugli animali, la sua bio di Instagram parla chiaro! Sempre più fuori dal cassetto del ‘vegano uguale deboluccio’, grazie anche a testimonial ad alta riconoscibilità! paola segurini (foto Lewis Hamilton/Instagram)

Tutti i colori del gazpacho

Con l’arrivo dell’estate è tempo di gazpacho, una zuppa fredda, velocissima da fare che grazie alle verdure trattate a crudo, diventa un pieno di vitamine, fibre e sali minerali e un alleato per combattere il caldo, la disidratazione e l’eccessiva sudorazione (proviamo ad aggiungere un pizzico di peperoncino).   Le sue origini si perdono nella storia antica, ovvero nelle abitudini romane di mangiare una zuppa fatta di pane, olio, aglio e cipolla, abitudine esportata nell’area iberica, che ha retto anche all’ascesa dei Mori e al ritorno dei conquistadores, che portarono con loro i pomodori, elemento essenziale per il moderno gazpacho.   Oltre al classico rosso, si possono inventare infinite combinazioni, ad esempio per ottenere una morbida crema verde basta frullare mela, cetrioli e avocado (ricchissimo di grassi vegetali e clorofilla), insieme al pane, succo di limone e un po' di yogurt di soia.   Invece, per un ottimo gazpacho arancione: tagliate a dadini 4 pomodori maturi, un peperone giallo e uno rosso trasferite nel frullatore e aggiungete 4 albicocche private del seme, 2 fette di pane integrale bagnate nell’aceto e strizzate, un cipollotto affettato sottile, sale e 4 cubetti di ghiaccio, quindi frullate. servite con scorza di limone, timo e un filo d’olio a crudo. Buon appetito! Dott. Michela Kuan  @Paul.M/Unsplash

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