Il sistema alimentare deve cambiare

Il Pre-Vertice delle Nazioni Unite, che si è concluso il 28 luglio a Roma ha rappresentato un vasto terreno preparatorio per il Vertice globale conclusivo che si terrà a settembre a New York. Le sfide sul tavolo sono molteplici, una su tutte: la FAO prevede un aumento del 52% della domanda globale di carne entro il 2050 (rispetto al 2012) e gli strumenti per soddisfare una simile richiesta non sono certo disponibili, né potranno e dovranno esserlo. Al contrario, per non distruggere il pianeta, ridurre i rischi di pandemie, garantire una distribuzione equa del cibo, contribuire a preservare la biodiversità, rallentare la deforestazione e arrestare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici è necessario affrontare subito il passaggio ad un sistema alimentare basato su un’abbondanza di cibi proteici di origine vegetale. Solo così sarà disponibile per tutti un’equa quantità di cibo accessibile e nutriente... [continua a leggere]  

#CARISSIMACARNE: l'impatto nascosto della carne in Italia

Gli impatti del ciclo di “produzione” e del consumo della carne, in termini di costi ambientali e sanitari, non sono conteggiati nel prezzo che i cittadini pagano quando acquistano cibi di origine animale, ma rappresentano un “costo occulto”, sostenuto dall’intera collettività, non compensata per il danno ricevuto. Per individuarne le dimensioni, abbiamo affidato a Demetra, Società di consulenza in ambito di ricerca scientifica sulla sostenibilità, uno studio indipendente sugli impatti ambientali e sanitari della carne in Italia, tradotti anche in misure economiche. Lo studio evidenzia dati allarmanti: in un anno sulla collettività gravano ben 36,6 miliardi di euro di costi “nascosti”, generati dall’impatto ambientale e sanitario del consumo di carne in Italia. Diviso per la popolazione italiana, il danno generato dal consumo pro capite di carne si attesta sui 605 euro annui (tra i 316 e i 1.530 euro a testa). Il costo medio è ripartito quasi equamente tra costi ambientali (48%) e costi sanitari (52%). SCOPRI DI PIÙ “La situazione evidenziata dalla ricerca di Demetra mostra con assoluta drammaticità l’insostenibilità del consumo di carne in Italia. Ma una alternativa esiste -  dichiara Roberto Bennati, Direttore Generale LAV - É il momento di attivare politiche, sia a livello nazionale che comunitario, che facilitino al massimo la diffusione delle proteine di origine vegetale in alternativa a quelle animali”. È essenziale, per muoversi in questa direzione, che i numerosi sussidi che sostengono la filiera zootecnica – in molte fasi della “produzione” di carne – vengano presto azzerati, che al costo della carne siano riportati in larga misura i costi nascosti evidenziati nello studio oggi presentato, e che si attivino leve fiscali specifiche per indirizzare i consumi.  

2021: sarà l'anno del cambiamento

Il primo mese del 2020 ha lasciato il mondo sconvolto dagli gli incendi in Australia, forieri degli effetti del riscaldamento globale. A febbraio, con discorso per l’accettazione dell’Oscar, Joaquin Phoenix ha portato i temi dei diritti animali, degli allevamenti e dei rischi climatici su una ribalta planetaria. A marzo, l’OMS ha dichiara lo stato di pandemia da coronavirus, il contagio dai pipistrelli, con “spillover” tramite la carne dei pangolini - allevati in gabbie vicinissime tra loro – dei wet-market cinesi. Da anni la comunità scientifica –viste altre zoonosi - mette in guardia sul rischio pandemico della diffusione degli allevamenti. Da aprile, i milioni di abbattimenti di animali “invenduti” portano il focus sui macelli, covi di contagi continui. Emerge chiara la fragile sicurezza del sistema zootecnico. [Continua a leggere]

Ricette per le Feste: Merry Veg 'Xmas

Le festività natalizie 2020 saranno diverse da tutte quelle che le hanno precedute: l’emergenza coronavirus e il diffondersi del Covid-19 costringono tutti a riflettere intensamente sugli stili di vita e sulle abitudini e sull’opportunità, e sulla necessità, di mutarle per interrompere in modo concreto e forte la catena dei rischi sanitari. Tra i naturali e logici passi da compiere, ora più che mai, c’è l’orientamento verso le scelte alimentari 100% vegetali. Ci auguriamo che, dopo un anno come il 2020, gli italiani comincino a capire che cibi di origine animale sono tutt’altro che indispensabili e non amici del Pianeta, e che Il futuro di tutti parte anche da ciò che decidiamo di mettere in tavola, anche in quella delle Feste. Il legame tra il ciclo di produzione della carne e l’aumento del rischio di propagazione dei virus, che si diffondono facilmente in ambienti sovraffollati di animali cloni uno dell'altro, come gli allevamenti intensivi, è ormai chiaro, come lo è la dimensione dell’impatto ambientale di questi ultimi, in termini di emissioni e di altri inquinanti. Optare per piatti e menu che attingono solo alla ricchezza del mondo vegetale è un’azione lungimirante e costruttiva, in piena armonia con gli animali, con il Pianeta e con la nostra salute. LAV anche quest’anno propone 4 ricette firmate da Simone Salvini per FunnyVeg Academy  Sono piatti che si ispirano all’alta cucina, a suggellare l’importanza della convivialità, seppur ristretta, ma piena della vera gioia di un’alimentazione che attinge squisitamente alla ricchezza del mondo vegetale, in armonia il Pianeta, con gli animali e con la nostra salute. Qui le ricette e il PDF stampabile. Buone feste 100% cruelty free!      

Tra allevamento ed epidemia il passo è breve

La segnalazione - avvenuta a novembre in Canada - di un caso positivo alla rara influenza suina A (H1N2), in una persona sottoposta a test per COVID-19, favorisce una ulteriore riflessione sui virus che colpiscono i maiali. I virus influenzali suini mutano nel tempo e possono essere soggetti a ricombinazioni genetiche anche con virus influenzali umani, questo è ormai verificato. Ne è stata testimonianza la diffusione pandemica dell'influenza H1N1, nel 2010. Alcuni dati, per capire le dimensioni della popolazione suina: a livello mondiale tra il 1961 (406.18 milioni) e il 2018 (978.33 milioni). [continua a leggere]

Ma quale ringraziamento per i tacchini?

Vicini al Giorno del Ringraziamento, festa americana ormai nota in tutto il Pianeta, non possiamo non riflettere sulla realta' dell'infelicissima vita dei tacchini. Vengono selezionati geneticamente per ottenere petti (fino al 40% del loro peso totale) molto sviluppati, come da richiesta dei consumatori. Il resto dell'organismo male si adatta e supportare quel peso, quindi soffrono di debolezza delle gambe, problemi articolari, fratture ossee e malattie cardiovascolari. Le femmine e i maschi vengono allevati separatamente. A causa del peso abnorme, gli animali non possono accoppiarsi, l'inseminazione avviene dopo la stimolazione da parte degli addetti, che raccolgono lo sperma e inseminano le femmine tenendole a testa in giu'. Le galline riproduttrici depongono da 100 a 130 uova per 6-7 mesi fino a quando la loro produttivita' diminuisce. Dopo la schiusa, i pulcini vengono tenuti alla luce artificiale per circa 23 ore su 24 per favorirne la crescita rapidissima. Le galline sono considerate pronte per la macellazione a 14-16 settimane e i tacchini maschi a circa 19 settimane, alcuni dopo 12 settimane. In allevamento sono ammassati in capannoni, mutilati da piccoli perche' la vicinanza non causi ferite (che comunque accadono lo stesso) e soggetti a massiccia somministrazione di antibiotici per cercare di arginare la diffusione di patologie. [continua a leggere]

Urgente cambiare menu per salvare il Pianeta

Le emissioni causate dal sistema alimentare globale sono sufficienti a impedire il raggiungimento degli obiettivi climatici previsti dagli Accordi di Parigi e ciò accadrebbe anche se fossero annullate tutte le emissioni da altre fonti. La conclusione netta e tagliente proviene da un nuovo studio a cura dall’Università di Oxford, dopo quello apparso su Nature nel 2018, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Science. Alcuni fatti: l'obiettivo dell'accordo di Parigi sul clima è quello di limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5 gradi centigradi o 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali; gli aumenti di temperatura globale che supereranno queste soglie causeranno ondate di calore estreme, inondazioni, scarsità d'acqua, diffusione di malattie e altro; si prevede che la produzione alimentare dovrà crescere .... [continua a leggere]

IPBES: fuggire dall'Era Pandemica

Se non si cambia l'approccio al problema, passando dalla reazione - quella che il mondo ha in atto oggi - alla prevenzione, future pandemie emergeranno, si diffonderanno e uccideranno più del Covid-19. Il rapporto sui legami fra degrado della natura e rischi crescenti di pandemia diffuso dall'Ipbes, (Piattaforma intergovernativa di politica e scienza sulla biodiversità e i servizi ecosistemici) e redatto da 22 esperti internazionali suona un'ennesima sirena d'allarme, dopo quella di altre istituzioni globali. Si stima, dichiarano gli scienziati, che ci siano altri 1,7 milioni di virus ancora "non scoperti" in mammiferi e uccelli e che fino a 850.000 di loro siano in grado di infettare le persone [Continua a leggere]    

World Vegan Day: tutto un altro mondo

1° novembre, un altro World Vegan Day: il giorno in cui si celebra, per il 76° anno, la scelta di avere a cuore gli animali e il Pianeta, una scelta che coinvolge un numero sempre più elevato di persone. In base al Rapporto Italia di Eurispes, infatti, il 2,2 % della popolazione italiana è vegan. Ma non solo: l’apprezzamento per i cibi 100% vegetali è ben confermato da scaffali e reparti frigo colmi di una varietà di prodotti ‘verdi’ impensabile fino a qualche anno fa. L’incremento del 7,1% delle vendite di alimenti sostitutivi delle proteine animali, segnalata nel Rapporto Coop 2020, conferma i dati diffusi da Everli, il servizio di spesa online (attivo oltre 50 città italiane con Lidl, Coop, Esselunga, Conad, Carrefour) con una crescita del 14% rispetto allo scorso anno negli ordini di prodotti vegetariani e vegani. Anche Uber Eats, rileva che tra il 2018 e il 2020, il delivery vegan in Italia è aumentato del 300%, mentre per Deliveroo, i pasti vegan recapitati a casa, nel Regno Unito, ammontano a + 115% in un anno. [Continua a leggere ]

PAC: pioggia di sussidi per la zootecnia

Il Parlamento Europeo ha fissato la sua posizione sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2021-2027, in cui confluirà circa un terzo del bilancio comunitario, vale a dire 357 miliardi a partire dal 2023.Di questi gran parte andranno alla zootecnia. Il voto del 23 ottobre ha lasciato il sapore amaro dell’occasione perduta perché ha posto un’ipoteca pesantissima sul futuro del Pianeta e sul destino dei miliardi di animali allevati per la carne e i latte e le uova. L’obiettivo dichiarato era tenere maggiormente conto delle sfide ambientali e climatiche, come fatto nel Green Deal e nelle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030. I parlamentari hanno invece scelto di mantenere lo status quo (come se non fossimo nel mezzo di una crisi climatica, come se non si conoscesse l’impatto devastante degli allevamenti intensivi) e di continuare sussidiare la zootecnia con fiumi di denaro, il nostro, non considerando i danni ambientali e climatici, oltreché sugli animali. [Continua a leggere]

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