Colesterolo: fatti non parole
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/ Pubblicato: 26/02/2014 da Paola Segurini
In base ad recente studio apparso sull'European Journal of Clinical Nutrition,* e evidenziato dal PCRM, chi segue un'alimentazione vegan dimostra livelli di colesterolo inferiori rispetto a chi consuma carne, pesce, latticini e/o uova.
I ricercatori hanno esaminato dati e campioni di sangue di 1.694 participanti allo studio dell'European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Oxford (EPIC).
I partecipanti sono stati categorizzati come carnivori, pescivori, vegetariani e vegan.
Chi seguiva un'alimentazione vegan, con un consumo maggiore di fibre, ha dimostrato di avere il minor livello di colesterolo di tutti i gruppi analizzati.
Una precedente analisi dell'EPIC aveva rilevato che vegan e vegetariani presentano il 32% di rischio in meno di ospedalizzazione e decesso da malattie cardiache.
* ] Bradbury KE, Crowe FL, Appleby PN, Schmidt JA, Travis RC, Key, TJ. Serum concentrations of cholesterol, apolipoprotein A-I and apolipoprotein B in a total of 1694 meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Eur J Clin Nutr. 2014;68:178-183
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Guarda tutte le notizie >>Vegan e campioni olimpici: Alexey e Megan
Alexey Ivanovich Voevoda dal 17 febbraio è campione olimpico di bob a due ai Giochi di Sochi 2014.
Questa è solo la più recente di una serie impressionante di vittorie.
L'ucraino, che corre per la Russia, è anche campione del mondo nella disciplina del braccio di ferro qui un video che rende l'idea!
E non solo... Alexey è vegan. Non aggiungo altro. Bastano le immagini.
In campo femminile, l'argento olimpico senza mangiare carne, pesce - ma anche latte uova e qualsiasi derivato animale- lo ha conquistato Megan Duhamel.
28 anni, canadese, da tre anni e mezzo e'vegan e, in coppia con Eric Radford, si e' piazzata seconda nel pattinaggio di figura.
Alessandra Rotili, che collabora con le sue ricette al nostro Cambiamenu, è inviata dell'Ansa ai Giochi olimpici di Sochi, e l'ha intervistata.
La pattinatrice risponde alla domanda sulla scelta alimentare con un semplice e chiaro "E' una delle cose di cui vado piu' orgogliosa e il mio obiettivo e'proseguire sulla strada vegan. La gente mi dice sempre che non potrebbe mai fare una scelta del genere, io spero che si siano resi conto, anche alla luce dei miei risultati, non e' poi cosi' difficile".
Con i legumi fonte prediletta di proteine ("adoro i fagioli") e una gamma infinita di verdure, semi e frutta secca, l'atleta non si separa mai dal pane fatto in casa, dal burro di zucca, e dai biscotti fatti in casa.
"La gente pensa che siamo degli hippy malnutriti - spiega Megan alla giornalista italiana - ma non e' cosi': io sono diventata piu' forte, in allenamento resisto meglio: e' migliorato il sonno e la mia pelle e' luminosissima. La mia non e' solo una scelta alimentare, ma di vita: una forma di rispetto verso il mondo".
Non servono altre spiegazioni, basta la ricetta della Torta Camilla che ci ha mandato Alessandra da Sochi.
Paola Segurini
Firma per abbassare il costo dei latti veg
Il latte di soia e gli altri latti vegetali sono ormai diffusissimi, anche nei supermercati. Che significa? Semplicemente che sono sempre più richiesti e consumati da una fascia sempre più ampia di consumatori. E chi sono? Si va da chi è intollerante al lattosio, a chi è vegan per motivi etici, passando per le persone che ci tengono a mantenere la salute, utilizzando bevande prive di colesterolo e ricche di componenti salutari.
E non solo. Entrare in un bar e chiedere un caffè. Niente di più facile o comune. Ma se lo vogliamo macchiato o desideriamo un cappuccino?
Fino a poco tempo fa l’unica opzione era l’utilizzo del latte vaccino, con annessi e connessi si sfruttamento e uccisione di animali, per non parlar del Pianeta e della salute.
Oggi si diffondono, finalmente sempre più i locali dove, in bella vista, un cartello annuncia che è possibile avere le varie bevande macchiate con latte di soia.
Un bel passo avanti! Attuabile con facilità dai bar del centro, dalle caffetterie molto frequentate. Maggiore difficoltà per i piccoli esercizi, che tirano avanti alla giornata e hanno i soldi contati. Dobbiamo aiutarli, dobbiamo aiutare la diffusione, in casa e fuori, dei latti vegetali. Che hanno però un costo di media superiore al latte vaccino - calmierato anche da sussidi – a causa della differenza dell’IVA applicata.
Il latte di mucca gode del privilegio di un mero 4%, quelli di origine vegetale (soia, farro, avena, riso, mandorle, cocco e altri) sono oberati dal 22% di rincaro. Perché sono assimilati a generi di lusso.
Cosa possiamo fare per intervenire in favore del ribasso dell’Imposta di Valore Aggiunto sul latte di soia e sugli altri? Su Change. Org abbiamo la possibilità di firmare una petizione per la richiesta di intervenire su questa istanza.
Come sempre, insieme possiamo fare la differenza. E, in ogni caso, sensibilizzare.
Più firme raccogliamo, più forte risuonerà sarà la nostra domanda e più famiglie ed esercizi pubblici potranno acquistare con meno sforzo economico i latti che salvano le mucche.
Clicca qui per firmare e diffondi l’appello
Grazie!
Paola Segurini
Stasera mangiamo messicano, cinese o Vegan?
La domanda di piatti senza ingredienti di origine animale sta crescendo sensibilmente, e questo lo vediamo tutti. In due modi diversi, spiega un articolo apparso di recente su Food Navigator – prestigiosa rivista americana del settore alimentare.
Sempre più cibi di origine vegetale sono reperibili nei loro mercati ‘naturali’, vale a dire negli esercizi di vendita diretti al consumatore che ha scelto di essere consapevole, e di optare per uno stile di vita sostenibile e salutare. Fin qui nulla di strano.
L’elemento interessante, è che i mercati tradizionali – vale a dire le grandi catene rivolte al consumatore non sensibile - vedono aumentare la richiesta di alimenti ‘senza carne’, che vanno a infilarsi in una categoria commerciale analoga a quella dei ricettati – i piatti pronti – italiani, o messicani, per esempio.
E di conseguenza si aprono orizzonti sempre più ampi per la ristorazione senza crudeltà perché il consumatore la richiede. Vegan diventa quindi sinonimo di specialità gustosa e alternativa e non di sciapita ‘rinuncia’.
Il trend USA pare essere ‘Stasera mangiamo italiano, messicano o vegan?’ Meditiamoci gente! :)
Paola Segurini (LAV)