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Merry Vegan Xmas 2021: per essere davvero sostenibili

In un periodo come le festività invernali, in cui si tirano le somme e si fanno progetti per il futuro, ragionare è un must inevitabile. In termini di azioni individuali, tra i naturali e logici passi da compiere, da cittadini e da consumatori consapevoli, ora più che mai, è necessario l’orientamento verso le scelte alimentari 100% vegetali. Alcuni numeri servono a chiarire le grandezze, in termini di animali uccisi in un anno: nel 2020 sono andati alla macellazione, solo in Italia, 608.194.494 tra polli e tacchini – questi ultimi sono stati 29.431.211. E poi 16.501.205 conigli, mentre tra bovini e bufalini si parla di 2.694.290; ma anche 18.609 cavalli, 2.988.637 tra agnelli, pecore, capretti e capre. E una popolazione infinita di maiali, ben 10.607.632 (dati ISTAT).  È fondamentale tener presente che, in termini di cambiamento climatico 100 gr. di carne hanno un potenziale di riscaldamento globale fino a 50 volte quello dei legumi. Cento grammi di proteine ricavate dalla soia emettono 0,16 Kg di Co2 mentre la stessa quantità proteica proveniente dal bovino ne provoca 12,62 kg (1). In termini di utilizzo delle non inesauribili risorse naturali, ogni litro di latte di origine animale richiede 628 litri di acqua, mentre il “latte” di soia ne richiede solo 28.(2) I conti sono presto fatti.   Il Cenone di Natale (delle altre Feste e degli altri giorni) davvero sostenibile è perciò quello che attinge all’infinita ricchezza del mondo vegetale, che si muove in più attenta e delicata sinergia con il Pianeta, con gli animali e con la salute, in un’azione lungimirante e proattiva.   L’expertise di FunnyVeg Academy ci propone in esclusiva un menu di grande effetto, nella ricercatezza degli abbinamenti di sapori e nella forza del contributo corale di ogni ingrediente, a dimostrare come la cucina senza crudeltà, green al 100%, sia un asso nella manica che ci permette di vincerci un futuro che altrimenti sarebbe compromesso.   È sempre maggiore l’interesse verso la cucina vegetale e, accanto al lancio di molti prodotti adatti al quotidiano, la direttrice Sonia Giuliodori vede anche una più significativa richiesta di gusto da gourmet, legato a momenti speciali come quelli di festa che stanno arrivando. Ciò indica che le persone stanno cercando nuovi equilibri,più rispettosi dell’ambiente e dei suoi ospiti, tutti. Buone Feste, ci auguriamo interamente senza crudeltà e all'insegna del 100% vegetale! Il Merry Vegan Xmas LAV 2021 è qui. Le Ricette sono di Marta Navarrini. Le Foto sono di Andrea Tiziano Farinati. Tutte le ricette sono scaricabili anche in PDF qui: 2021_Merry Vegan Xmas ___________________________________________________________ [1] Carissima Carne [2] Poore, J. & T. Nemecek (2018): Reducing Food’s Environmental Impacts Through Producers and Consumers. Science. 360, p.987–992    

#CARISSIMACARNE: l'impatto nascosto della carne in Italia

Gli impatti del ciclo di “produzione” e del consumo della carne, in termini di costi ambientali e sanitari, non sono conteggiati nel prezzo che i cittadini pagano quando acquistano cibi di origine animale, ma rappresentano un “costo occulto”, sostenuto dall’intera collettività, non compensata per il danno ricevuto. Per individuarne le dimensioni, abbiamo affidato a Demetra, Società di consulenza in ambito di ricerca scientifica sulla sostenibilità, uno studio indipendente sugli impatti ambientali e sanitari della carne in Italia, tradotti anche in misure economiche. Lo studio evidenzia dati allarmanti: in un anno sulla collettività gravano ben 36,6 miliardi di euro di costi “nascosti”, generati dall’impatto ambientale e sanitario del consumo di carne in Italia. Diviso per la popolazione italiana, il danno generato dal consumo pro capite di carne si attesta sui 605 euro annui (tra i 316 e i 1.530 euro a testa). Il costo medio è ripartito quasi equamente tra costi ambientali (48%) e costi sanitari (52%). SCOPRI DI PIÙ “La situazione evidenziata dalla ricerca di Demetra mostra con assoluta drammaticità l’insostenibilità del consumo di carne in Italia. Ma una alternativa esiste -  dichiara Roberto Bennati, Direttore Generale LAV - É il momento di attivare politiche, sia a livello nazionale che comunitario, che facilitino al massimo la diffusione delle proteine di origine vegetale in alternativa a quelle animali”. È essenziale, per muoversi in questa direzione, che i numerosi sussidi che sostengono la filiera zootecnica – in molte fasi della “produzione” di carne – vengano presto azzerati, che al costo della carne siano riportati in larga misura i costi nascosti evidenziati nello studio oggi presentato, e che si attivino leve fiscali specifiche per indirizzare i consumi.  

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