Doni dell'Indonesia

Di rientro da una splendida terra, non posso che portare tra i miei ricordi il profumo delle spezie e del riso che fluttua per le strade dell’Indonesia. Un Paese che ha fatto della soia una delle principali fonti di sostentamento nutrizionale, inserendo tofu, latte e tempeh nell’alimentazione quotidiana; ingredienti che vengono miscelati con piante dalle importanti proprietà come aglio, zenzero, cocco, cipolla, curcuma, alloro e peperoncino, creando un mix ottimo per la salute e un portento nel gusto. Non posso, però, non accennare all’enorme problema etico legato alla deforestazione di olio da palma in Indonesia, una piaga che arricchisce le tasche di pochi mettendo in ginocchio un intero Paese dove ogni giorno spariscono chilometri di giungla e tutto ciò che vive in essa. Simbolo di questo sterminio, gli oranghi, vittime che rimangono immobili in campi aridi e destinate ad estinguersi. Doveroso non finanziare, con i nostri acquisti, industrie che lavorano questo olio.   Qui la mia ricetta di sapore indonesiano!   Dott. Michela Kuan

La zucca è uno scrigno

La zucca oltre ad essere bella, invitante e colorata, non è semplicemente buona da mangiare, ma ha molte proprietà nutritive, benefiche e terapeutiche.   Infatti, è ricca di carotenoidi e mucillagini - molto efficaci per il buon funzionamento dell’intestino, del sistema circolatorio e gli stati infiammatori - oltre a vitamina A, B e C, numerosi amminoacidi e diversi minerali (tra cui fosforo, il potassio, il ferro e il magnesio) e fibre che regolarizzano la digestione. I suoi semi contengono fitosteroli, melene e fitolecitina, mentre l’olio che vi si ricava è ricco di Omega 3 e vitamina E.   Inoltre numerosi studi clinici hanno dimostrato l’utilità di questo ortaggio per combattere il diabete, il sovrappeso (grazie all’elevatissimo contenuto in acqua, stimato intorno al 94,5%) e i disturbi del sistema urinario.   Ma c’è di più, è perfetta da utilizzare anche come cosmetico naturale anti-age, quindi largo alla zucca!! Eccovi una ricette piena di gusto..     Gnocchi di zucca con mandorle e salvia   350g di polpa di zucca 200g di patate  200g di farina integrale 20g di mandorle ridotte in farina Un pizzico di sale, noce moscata e pepe Olio  Un mazzetto di salvia   Cuocere la polpa della zucca in forno a 180° per 25’ circa. A parte lessare le patate e, una volta raffreddate, pelarle e schiacciarle insieme alla polpa della zucca, aggiungere nella ciotola la crema, la farina di mandorle, la noce moscata. Aggiungere, quindi, gradualmente la farina fino ad ottenere un impasto non appiccicoso ma morbido. Creare dei cilindri e tagliarli in piccoli pezzi uguali, farli scorrere sui rebbi della forchetta in modo da dare la tipica rigatura che cattura il sugo. Cuocerli in abbondante acqua salata, scolarli quando vengono a galla e tirarli in padella con olio, granella di mandorle, salvia e pepe.      Dott. Michela KUan

Cucinare rilassa

Queste giornate grigie fanno voglia di tornare alla sera al proprio nido per allontanare lo stress dei ritmi caotici che ci fanno rimbalzare tra mille impegni e liste infinite di cose da fare.     Plachiamo questa follia grazie a semplici e antichi gesti come impastare e cucinare lavorando ingredienti naturali come acqua e farina: il profumo del pane fatto in casa riempie le narici di “qualcosa di buono”, chiudendo nel cassetto, almeno fino al mattino seguente, i vorticosi pensieri.   Invece di prendere inutili e dannose pillole che sedano (ma solo apparentemente) o buttarsi davanti alla televisione, che in realtà eccita il cervello ulteriormente dandogli nuovi input, impariamo a ritagliarci i nostri spazi in compagnia delle persone più care o di un ottimo libro.   Oggi, vi propongo un fragrante strudel di verdure autunnali che può diventare un piatto unico accompagnato da verdure crude e croccanti o fungere da golosa merenda salata.   Dott. Michela Kuan

L’industria della carne teme l'accordo di Parigi

L’accordo globale sul clima, frutto delle lunghe giornate di discussione e confronto della COP 21, è stato redatto il 12 dicembre scorso, qui il testo definitivo.  Primo passo di una finalmente diffusa consapevolezza della gravità e dell’ineluttabilità – a scanso di provvedimenti urgenti – dei cambiamenti climatici, vede e l’impegno a contenere l’aumento delle temperature ben al di sotto dei + 2°C e più vicini a +1,5°C rispetto ai livelli per-industriali. Il documento  rappresenta  il punto di partenza dal quale gli Stati dovranno fabbricare strategie volte a evitare conseguenze inconvertibili. E fin qui ci siamo. La mancanza di sanzioni per gli Stati non virtuosi, il fatto che l’accordo sia un insieme di raccomandazioni agli Stati (alla cui discrezione ci si affida)  e la non evidenziazione – ma già si sapeva,  considerate la forza  e diffusione delle lobby legate alla produzione e al consumo di alimenti di origine animale – nel conto totale  delle emissioni di Gas Serra dell’elevatissimo contributo degli allevamenti e del loro indotto ci lasciano  piuttosto inquieti e delusi. Ma non siamo gli unici. Pur nella sua mitezza, il patto ha creato preoccupazione nel comparto globale della zootecnia. Ne dà notizia il sito Global Meat News, pubblicando un impensierito articolo che analizza le possibili conseguenza sul settore dell’intesa parigina. In particolare, il più alto rappresentante dell’International Meat Secretariat  afferma che i rappresentanti nazionali dell’industria zootecnica devono stringere legami stretti, tramite lobbying,  con i loro governi, per assicurarsi che il comparto non si trovi ad affrontare obiettivi non realistici. L’agricoltura, nella sua accezione di sistema produttivo alimentare, è stato l’unico settore ad essere menzionato in modo specifico nell’accordo finale di Parigi.  Nell’Articolo 2 del testo concordato, gli Stati hanno sottolineato l’importanza, come strategia di combattimento contro i cambiamenti climatici, dell’impegno  “sull’aumento della capacità di adattarsi agli impatti avversi del cambiamento climatico e sulla promozione di una resilienza climatica (°) e sullo sviluppo di basse emissioni di Gas Serra, in un modo che non minacci la produzione di cibo”.  [Art.2,(b)] Quest’ultima parte è il concetto che, riporta il Global Meat News, secondo  il Dr. Jonathan Scurlock -  principale consulente su energia e rinnovabili del National Farmers Union britannico  -  i produttori di carne  debbono sottolineare ai loro governi, se questi cercano di introdurre misure che rendano la loro industria non redditizia. Alexandre Meybeck, consulente principale della FAO in tema di agricoltura, ambiente e cambiamenti climatici,  sottolinea invece che il settore zootecnico potrà trovarsi a cercare approcci innovativi:  “parte dell’Accordo di Parigi comprende un riconoscimento della necessità di adottare stili di vita più sostenibili e di una produzione più sostenibile. Ci saranno probabilmente dei cambiamenti progressivi nei modelli di consumo e ciò può condurre all’apprezzamento dei prodotti dal valore aggiunto”. Quali saranno i ‘prodotti’ a valore aggiunto? Nell’articolo si parla anche di bovini geneticamente modificati per emettere minori quantità di metano… Non vogliamo, per ora, saperlo. Ci basta sapere che l’industria zootecnica è preoccupata a livello internazionale, anche da questo accordo pur non così stringente sul suo campo d’azione. Paola Segurini ______ (°) La resilienza climatica è la ricerca di riduzione del rischio e dei danni derivanti dagli impatti negativi (presenti e futuri) dei cambiamenti climatici in una maniera che sia efficace dal punto di vista socio-economico,  e richiede l’elaborazione di strategie nazionali e regionali di adattamento ai cambiamenti climatici, che portino allo sviluppo di piani d’azione efficaci.    

Auguri e tante lenticchie!

Protagoniste della tavola di capodanno, le lenticchie da sempre sono un alimento ben augurante, ma invece di fare la solita pentolata di legumi che rimane immancabilmente intonsa in un angolo, un’idea originale è creare un polpettone aromatizzandolo con erbe e noci servito in una crosta croccante.   Questi legumi hanno moltissime proprietà nutrizionali, tra cui la buona percentuale di ferro e l’elevato contenuto di fibre; inoltre, esse contribuiscono al corretto e regolare funzionamento dell'intestino e al controllo dei livelli di zuccheri e di colesterolo nel sangue.   Nel piatto che vi consiglio, la presenza delle lenticchie, unita alle noci e alle farine integrali, equilibra il piatto apportando il corretto introito di proteine e carboidrati a lento rilascio. Un piatto unico che può essere accompagnato da un’insalatina fresca e una gradevole salsa di frutta lasciando stupiti (e non in coma glicemico o per la pesantezza dei piatti) i nostri amici e parenti durante il cenone di Capodanno.   Ecco la ricetta e auguri a tutti!      

Dolce Befana, eccoti qua!

Arriva l’Epifania che tutte le feste porta via! Concediamoci, però, l’ultima colazione in casa in compagnia dei nostri cari cucinando qualcosa di buono e sano senza che questa (ennesima) festa diventi un tripudio di dolciumi confezionati, caramelle dai colori inquietanti e pezzi di carbone a base di raffinatissimo zucchero. Una vecchia tradizione è quella di inserire nella focaccia del mattino una piccola monetina porta fortuna per vedere chi la troverà, un gioco semplice che animerà la vostra tavola.   Ecco la ricetta per una morbida e golosa ciambella che contiene frutta secca (spesso avanzata dalle ceste natalizie), un buon trucco per sgomberare la dispensa e apportare la corretta dose di proteine per bilanciare gli zuccheri naturali degli altri ingredienti.   Qui la ricetta. Felice 2016   Dott. Michela Kuan

I numeri parlano di nuovo

All'inizio di gennaio  è uscito, in versione completa dopo l'anteprima digitale dello scorso settembre, 'Consumi e distribuzione. Assetti, dinamiche, previsioni', il Rapporto Coop 2015, redatto dall'Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref. Ricerche, il supporto d'analisi di Nielsen e i contributi originali di GFK, Demos, Doxa, Nomisma e Ufficio Studi Mediobanca.   Si tratta di una pubblicazione articolata e interessante, profonda nella sua visione d'insieme delle tendenze degli italiani rispetto ai consumi e, se non fosse per il continuo utilizzo del termine rinuncia, che caratterizza la pagina dedicata agli stili alimentari (pag.158), potremmo essere contenti e speranzosi rispetto ad un cambiamento sensibile e misurabile nei comportamenti dei nostri conterranei. Definire  rinuncia una scelta consapevole e alternativa richiama sempre una volontà 'terminologica' negativa, quasi di sapore religioso, a mio parere, come se fosse un desiderio di mortificazione del piacere della gola. Non è certo così! L'alimentazione sta cambiando, in virtù della scoperta di nuovi sapori e di motivazioni etiche che guidano cambiamenti, prese di coscienza gioiose e per niente piagnucolanti. Ma in fondo le etichette contano poco, l'importanza sono i numeri. E allora bene! Il corposo resoconto riguardante il 2015 ci dice che ..In Italia una persona su dieci è vegetariana (ovvero non mangia carne o pesce), mentre una su cinquanta è vegana (vale a dire rifiuta tutti i cibi di origine animale, compresi i loro derivati). Siamo i primi in Europa in questa particolare classifica (dopo di noi la Germania dove l’8% della popolazione è vegetariano), seppur lontani da quanto si registra nei Paesi in cui il cibo ha una forte caratterizzazione religiosa (in India, ad esempio, più di un individuo su tre non mangia carne.* Si specifica inoltre che, secondo una recente indagine Gfk Eurisko, i vegani vivono soprattutto nel Nord-Ovest (36%), abitano in grandi città (13%), occupano posizioni dirigenziali (25%) e sono una donnae(58%), tra i 45 e i 54 anni (28%), solitamente in possesso di una laurea (17%). La classifica dei generi di largo consumo, considerati rispetto alla crescita o al calo della loro diffusione, conferma l'orientamento verso cibi diversi, in particolare verso la soia e i prodotti a base di questo legume** (vedi immagine). Di grande interesse la sezione Il costo ambientale dell’alimentazione (pag.218)  in cui si analizza l'impatto sul clima delle scelte a tavola.    Avanti cosi! A tutto veg, alla faccia della rinuncia.   paola segurini

Cime di Rapa: ipocaloriche e sazianti

  Chi non ha sentito parlare delle famose orecchiette alle cime di rapa? Inconfondibili dal gusto amarognolo e piccante, sono ricche di antiossidanti e preziosi nutrienti. Le cime di rapa infatti contengono molto calcio, fosforo e potassio, ma anche vitamine C, A e B2 e molte proteine. Inoltre, sono ricche di clorofilla, un potente antifatica, utile nel caso di stress e di stanchezza.   Per cucinare scegliete sempre solamente le cime di rapa fresche, con delle foglie tenere e di un colore verde acceso e senza delle parti gialle. Sbollentatele solamente nel cestello per qualche minuto, in modo da conservare tutte le proprietà nutritive e conditele con dell’olio extravergine d’oliva e del limone, oppure fatele saltare in padella insieme con qualche spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino.   Attorno alla fine del ‘500, negli archivi della chiesa di San Nicola di Bari fu ritrovato un documento con il quale un padre donava il panificio alla figlia e nell’atto notarile si poteva leggere che la cosa più importante lasciata in dote matrimoniale era l’abilità della figlia a preparare le “recchietedde”. Se volete cimentarvi in un piatto completo e lussuoso, ecco la ricetta per le orecchiette fatte in casa con cime di rapa, pomodorini e mandorle   Dott. Michela Kuan

Bologna: vegan a scuola si può

La scelta vegan a scuola? Molto spesso un iter frustrante, una serie di porte chiuse da cercare di aprire con pazienza e informazioni. Oppure un’odissea di sostituzioni raffazzonate dei cibi di origine animale.  But the times, they are a'changing. Nel capoluogo emiliano non sarà più così. Il comune di Bologna, da febbraio, infatti offre finalmente la possibilità,  alle famiglie che hanno optato per un’alimentazione vegan dei propri bambini,  di scegliere un menu scolastico ben pianificato su cibi di origine esclusivamente vegetale. Tutto bene, se non fosse che sul modulo per la richiesta di una ‘dieta etica’ viene richiesta la firma del pediatra o del medico di famiglia, in aggiunta a quella dei genitori (qui il modulo).Un po’ troppo! Considerata la recente sentenza n. 245/2015 del Tribunale di Giustizia Amministrativa di Bolzano che ha cancellato la  prescrizione della firma del medico, ritenendo la dichiarazione di responsabilità da parte dei genitori, anche ai sensi delle Linee Guida della Ristorazione Scolastica emanate dal Ministero della Salute, è ritenuta dai Giudici sufficiente per ottenere il menu vegano. Per essere davvero equa e non discriminatoria, considerato che la firma del pediatra non è prevista per le famiglie che optano per la scelta onnivora, la possibilità offerta agli scolari felsinei deve quindi prevedere solo la firma di mamma e papà. La LAV ha presentato richiesta in questi termini. Viva la mensa aperta a tutte le scelte! paola segurini  

La ricchezza dei pinoli

I pinoli, identificati comunemente frutta secca, in realtà sono semi e come tutti i semi oleosi, sono molto energetici, quindi perfetti come ricostituenti per affrontare periodi di stress e stanchezza.    I pinoli hanno inoltre effetti antiossidanti: mantengono giovane la pelle e sano l'organismo. Il loro consumo aiuta la regolarità intestinale e aiuta l'organismo a liberarsi dalle tossine accumulate. Inoltre, contengono acido oleico, che risulta in grado di tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.   Oltre ad essere buonissimi, sono un aiuto per chi soffre di dolori mestruali e, si narra siano un prezioso alimento afrodisiaco e stimolante per la fertilità!   Tra l'antica popolazione dei Frigi i pinoli erano utilizzati per preparare un vino inebriante e afrodisiaco, in Grecia le pigne erano simbolo di fertilità e lo scrittore romano Plinio scriveva al riguardo: “i pinoli spengono la sete, calmano i bruciori dello stomaco e vincono la debolezza delle parti virili”.   Ecco la ricetta per un aperitivo o un antipasto per una serata molto speciale! Dott. Michela Kuan

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta