Firma per abbassare il costo dei latti veg

Il latte di soia e gli altri latti vegetali sono ormai diffusissimi, anche nei supermercati. Che significa? Semplicemente che sono sempre più richiesti e consumati  da una fascia sempre più ampia di consumatori. E chi sono? Si va da chi è intollerante al lattosio, a chi è vegan per motivi etici, passando per le persone che ci tengono a mantenere la salute, utilizzando bevande prive di colesterolo e ricche di componenti salutari. E non solo. Entrare in un bar e chiedere un caffè.  Niente di più facile o comune. Ma se lo vogliamo macchiato o desideriamo un cappuccino? Fino a poco tempo fa l’unica opzione era l’utilizzo del latte vaccino, con annessi e connessi si sfruttamento e uccisione di animali, per non parlar del Pianeta e della salute.  Oggi si diffondono, finalmente  sempre più i locali dove, in bella vista,  un cartello annuncia che è possibile avere le varie bevande macchiate con latte di soia. Un bel passo avanti! Attuabile con facilità dai bar del  centro, dalle caffetterie molto frequentate. Maggiore difficoltà per i piccoli esercizi, che tirano avanti alla giornata e hanno i soldi contati.  Dobbiamo aiutarli, dobbiamo aiutare la diffusione, in casa e fuori, dei latti vegetali. Che hanno però un costo di media superiore al latte vaccino  - calmierato anche da sussidi – a causa della differenza dell’IVA applicata. Il latte di mucca gode del privilegio di un mero 4%, quelli di origine vegetale (soia, farro, avena, riso, mandorle, cocco e altri) sono oberati dal 22% di rincaro. Perché sono assimilati a generi di lusso. Cosa possiamo fare per intervenire in favore del ribasso dell’Imposta di Valore Aggiunto sul latte di soia e sugli altri? Su Change. Org abbiamo la possibilità di firmare una petizione per la richiesta di intervenire su questa istanza. Come sempre, insieme possiamo fare la differenza. E, in ogni caso, sensibilizzare. Più firme raccogliamo, più forte risuonerà sarà la nostra domanda e più famiglie ed esercizi pubblici potranno acquistare con meno sforzo economico i latti che salvano le mucche. Clicca qui per firmare e diffondi l’appello Grazie! Paola Segurini 

Il latte vegetale non deve essere un lusso

Alla luce del mutato panorama delle preferenze alimentari degli Italiani, il contrasto tra l'Iva agevolata al 4% applicata al latte vaccino e di altri animali e l’Iva al 22% (la stessa che si impone ai beni di lusso) imposta sui ‘latti’ vegetali, quali le bevande a base di soia, mandorle, avena, riso, farro e simili risulta un’evidente incoerenza. Aderiamo perciò con entusiasmo all’appello de Il Salvagente al Presidente Gentiloni per l’abbassamento al 4% dell’Iva sul ‘latte’ vegetale. I ‘latti’ vegetali sono ormai beni di consumo diffusi e non possono essere considerati beni di lusso, al contrario, il crescente apprezzamento che li caratterizza ci induce a lottare perché diventino una scelta anche etica alla portata di tutti. Recenti indagini, come il Rapporto Italia di Eurispes, che ha visto triplicarsi il numero dei vegani, i quali si attestano al 3% della popolazione, corroborano una tendenza di mercato ben visibile e sono chiaro segno di come aumenti la consapevolezza dello sfruttamento degli animali a tutti i livelli di produzione dei cibi, consapevolezza favorita dal lavoro costante nell’informazione sulla realtà degli allevamenti e su ciò che si cela dietro alla produzione anche del latte. Sosteniamo e diffondiamo la petizione de Il Salvagente e rimarchiamo come l’attuale regime d’imposizione dell’IVA favorisca i ‘produttori’ di latte vaccino e animale (che già godono di notevolissimi sussidi) e discrimini  gli agricoltori che si orientano sulla coltivazione di cereali e di legumi adatti ad essere trasformati in ‘latti’ vegetali.  Da ormai 40 ci impegniamo quotidianamente per favorire un mercato etico, che confermi e metta in pratica azioni di tutela degli animali e dell’ambiente e offra al consumatore la possibilità di effettuare la sua quotidiana politica di scelta in direzione di un mondo più giusto e solidale con tutti i viventi. Anche in questo frangente daremo il massimo per la diffusione e il recepimento positivo della richiesta, fallo anche tu e clicca qui per firmare la petizione. Paola Segurini 

Il World Plant Milk Day: una ricorrenza importante

Oggi, 22 agosto, cade il recentissimo ma ormai affermato, WORLD PLANT MILK DAY, il giorno in cui si festeggiano le alternative vegetali al latte vaccino e di altri animali. In Italia sono circa 12 milioni le persone che consumano bevande a base di soia, cocco, mandorle, riso, avena, nocciole  e chi più ne ha più ne metta: sono 469 i 'latti' veg reperibili sugli scaffali dei negozi del nostro paese. Nel 2016 erano 373. Alla luce di queste nuove scelte alimentari, il contrasto tra l'Iva agevolata al 4% applicata al latte vaccino e di altri animali e l’Iva al 22% (la stessa che si impone ai beni di lusso) imposta sui ‘latti’ vegetali è un’evidente incoerenza.  Siamo fiduciosi e continuiamo a insistere: il cambiamento arriverà anche in questi termini.    paola segurini

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