100 medici alla Casa Bianca

Negli ultimi giorni di luglio, più di 700 medici e altri professionisti della salute hanno partecipato  a Washington, vicino alla Casa bianca, alla  International Conference on Nutrition Medicine  nel corso della quale i sanitari hanno imparato come fare ad informare i loro pazienti in merito ai pericoli rappresentati dal magiare carne e ai benefici dell’alimentazione 100% veg. Tra di loro la dottoressa  Mariana C. Stern, Ph.D.  che ha illustrato come 49,700 casi di cancro potrebbero in teoria essere evitati negli Stati Uniti ogni anno, evitando di mangiare carni lavorate.  Due nuovi studi aggiungono ulteriori prove sui danni della carne. Il primo, pubblicato su JAMA, ha rilevato come mangiare più proteine ​​animali aumenti il rischio di morte precoce, mentre se si mangiano più proteine ​​vegetali il rischio si riduce. Il secondo studio, n'analisi dell’ besità in 170 Paesi, ha evidenziato che la carne causa l'obesità tanto quanto lo zucchero. 100 medici  sono inoltre apparsi in un video, girato proprio davanti alla Casa Bianca, e hanno lanciato lo slogan ‘Break The Meat Habit', per convincere gli americani a cambiare, in meglio, le loro abitudini alimentari. Ecco il videomessaggio, organizzato dal Dottor Neal Barnard, autore di best- seller e luminare della nutrizione vegana.

Bimbi veg: media e disinfomazione

La LAV lavora da anni per la diffusione della scelta alimentare vegana, di matrice etica sì, ma basata sulla corretta informazione, sulla  consapevolezza che, come in ogni regime alimentare, non si può prescindere dall’equilibrio dei nutrienti e dalla consulenza degli esperti, necessaria per qualsiasi scelta alimentare relativa a bambini di ogni età e in grado di guidare i genitori lontano da pericolosi “fai da te”. Ogni giorno saliamo un piccolo gradino della ripidissima scalinata che conduce verso la possibilità di scegliere con nuova chiarezza – e con il riconoscimento e il sostegno della società – una vita sana e consapevole che, come in una fotografia a 360°, non perda di vista l’impatto delle nostre scelte sul futuro del Pianeta e di tutto ciò che ad esso afferisce. Portiamo avanti il  nostro impegno con onestà e convinzione e con la solerzia di chi marcia verso un obiettivo, noncurante degli ostacoli che incontrerà.  E il panorama intorno – grazie anche al nostro sforzo – cambia. Finalmente il numero delle persone che aprono gli occhi sui condizionamenti subiti finora (uno fra tutti è la “dittatura della consuetudine”  cioè il “carnismo”) è in costante aumento, i dati parlano e confermano il cambiamento in atto. Anche le Istituzioni se ne accorgono e, sollecitate dalle richieste dei cittadini, a cui garantiamo il nostro appoggio fattivo e spesso determinante, intervengono per aggiustare "a cascata" la mancata applicazione di indicazioni di comportamento, come per esempio le Linee guida di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica. Si concretizzano anche i  pronunciamenti giudiziari che tutelano i genitori che adottano un’alimentazione veg per i loro piccoli, come a Merano l’anno scorso e, pochi giorni fa, a Monza, dove il tribunale ha autorizzato il pasto vegan alla mensa scolastica per un bimbo di 8 anni, il cui padre, non più in accordo con le scelte alimentari materne, aveva chiesto un menu onnivoro. Parallelamente, aumentano le entità che forniscono appoggio solido e scientifico (basato su fonti ineccepibili) a chi opta per la scelta vegan. Una fra tutte la neonata rete delle Famiglie Veg, ambulatori  per bambini e mamme attesa, competenti in nutrizione a base vegetale.  In tutto questo, il nostro agire, insieme a quello di tutta la diffusa e variegata "comunità" dei vegani, viene minato sistematicamente dalla "caccia al bambino vegano malnutrito", sport che pare fare adepti  tra i giornalisti in cerca di facili clic. Essendo un’attività venatoria, non può che essere fatua e dannosa. E inutile. Infatti ad ogni caso clamoroso corrisponde la smentita. I bimbi vegani degli scoop risultano, in seguito ad indagini leggermente più approfondite, non essere vegani o, perlomeno, i loro malesseri non sono imputabili alle scelte alimentari (vedi bimbo con malformazione cardiaca congenita). Ciò non toglie che possa esserci dell’avventatezza nei genitori, caratteristica diffusa in tutte le categorie di mamme e padri, onnivori in testa,  ma che non porta a "sbattere il mostro in prima pagina".  Riflettendo sulle modalità di queste "denunce" pubbliche, non possiamo non chiederci se non sia l’acquisita e crescente coscienza di quanto le abitudini comuni a tavola (imposte alla e dalla maggior parte dei nostri genitori e quindi benedette dal crisma del "tradizionale")  siano in fondo negative e rispondenti a logiche dominanti di mercato che piano piano perdono terreno, a muovere la ricerca del caso vegano di turno. Paola Segurini Responsabile LAV area Scelta Vegan

Bimbi vegan: non di tutta l'erba un fascio

Il caso della bimba cosiddetta “vegan” di Ventimiglia riportato dai media ieri, non può essere utilizzato per denigrare, facendo “di tutta l’erba un fascio”, una scelta alimentare che, se correttamente praticata e ben bilanciata, ha solo benefici, come confermato ormai dai maggiori istituti scientifici internazionali. La storia della piccola Chiara rappresenta comunque un caso limite, oltre che raro, in rapporto all’altissima percentuale di bambini onnivori obesi (9,8%) e in sovrappeso (20,9%) - di cui di cui l’Italia è leader in negativo a livello europeo - con le relative patologie connesse ed elevati costi per il Servizio Sanitario Nazionale, per i quali però nessuno grida allo scandalo. E’ evidente che, affidandosi alla guida di professionisti qualificati e preparati, l’alimentazione vegana non ha controindicazioni per nessuna fascia d’età. Ma in tema di scelta veg esistono, anche tra i professionisti, molta disinformazione e preconcetti diffusi.  Per colmare un gap formativo che, se riempito, sarebbe di fondamentale aiuto per le famiglie che optano per un’alimentazione vegan, la LAV rivolge un appello al Ministro della Salute, al Ministro dell’Università, ai Rettori delle Facoltà di Medicina, ai Direttori delle Scuole di Specializzazione in Pediatria, alle Società Scientifiche di Pediatria e ai competenti Ordini Professionali affinché aumentino le opportunità di formazione e informazione a favore di questo genere di alimentazione, all’interno della programmazione dei loro Istituti. Qui il nostro comunicato integrale paola segurini    

Non è l'ora del latte

Il latte non è indispensabile. La LAV ha battuto il Ministero delle politiche agricole che, con la sua recente campagna #oradellatte faceva disinformazione affermando il contrario, e ha ottenuto l’intervento dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che farà cambiare le pagine del sito pubblicitario pagato con soldi pubblici della campagna #oradellatte, con testimonial lo chef Carlo Cracco, il nutrizionista Giorgio Calabrese e la giornalista Cristina Parodi. La campagna aveva definito "fondamentale" questo alimento "in tutte le fasi della vita degli individui", affermando fra l’altro che "per una corretta alimentazione quotidiana" è "indispensabile per il nostro organismo, sia per quanto riguarda la fase dello sviluppo che nell'età adulta". L’organismo di regolamentazione pubblicitaria ha infatti scritto, sulla base della documentata denuncia anche scientifica trasmessa dall’associazione animalista che: “l’apporto proteico e di nutrienti fornito dal latte può essere sostituito senza inconvenienti da altri cibi non di origine animale”. "Siamo scandalizzati che il Ministro delle politiche agricole e alimentari Martina dia ben 120 milioni di euro di aiuti per un sistema zootecnico già fortemente sostenuto da contributi pubblici, incapace di reggersi solo sulle proprie gambe e che prende il latte alle altre specie animali, sottraendolo ai loro piccoli fatti nascere a forza - afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV - Il termine indispensabile era stato già censurato come ingannevole negli anni scorsi dall'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria su nostra istanza contro Mellin e Consorzi di produttori di carni che intendevano accreditare il messaggio che è impossibile vivere senza alimentarsi con proteine animali, e questo è contraddetto dalla vita di milioni di vegani e di intolleranti al lattosio in tutto il mondo e in tutte le epoche. Lo sapevano e lo sanno tutti, ora per forza anche il Ministero delle politiche agricole e alimentari che non deve più discriminare con un’IVA da beni di lusso gli agricoltori che producono i latte di origine vegetale sempre più preferiti anche dagli italiani. Al Ministero delle politiche agricole e alimentari chiediamo di farsi portavoce di tutti gli interessi, con obiettività".  

Ambiente e alimentazione

il 5 giugno è stata la Giornata dell’Ambiente, la nostra associazione ha invitato tutti a riflettere sulle conseguenze delle abitudini a tavola, con particolare riferimento a: la distruttiva realtà degli allevamenti (inquinamento, erosione di terre, consumo d’acqua) l’impatto devastatore della pesca industriale e non la deforestazione volta a creare pascoli o per piantare monocolture destinate a far “lievitare” in modo rapido gli animali “da carne” la carenza d’acqua, spesso anche avvelenata dai liquami degli infiniti capannoni-stalla la desertificazione delle terre, rese sterili dal sovrappascolo altri mille effetti sull’ambiente del consumo di carne, latte e uova. Occorre passare dalle parole ai fatti e mettere in atto, subito  -  tanto a livello istituzionale quanto a livello individuale - azioni virtuose e utili a preservare davvero l’ambiente, che ogni giorno subisce attacchi gravissimi per lo più a causa di un sistema produttivo basato sulla carne: e tutto questo benché la carne non sia affatto un elemento indispensabile al nostro sostentamento”. Lo scorso il 22 aprile, Giornata della Terra,  171 paesi hanno firmato gli accordi di Parigi  sul clima, così facendo hanno concordato sull’obbiettivo a lungo termine di regimentare il danno umano al clima, mantenendo il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. L’impegno ratificato è senza dubbio un passo avanti verso la consapevolezza della nostra responsabilità nella distruzione e nel salvataggio della Terra. Troppo spesso, tuttavia,  ci si dimentica di quanto ingente sia il contributo del singolo e soprattutto delle sue scelte alimentari nella distruzione del Pianeta. Al giorno d’oggi, fortunatamente, esiste un numero sufficiente di studi sull’effetto che può avere il cambio di alimentazione in termini di impatto sull’ambiente e, di conseguenza, sul futuro del Pianeta, da permettere agli scienziati di pubblicarne una revisione sistematica.* L’analisi di 14 ricerche autorevoli, che esaminano le emissioni di gas serra e l’utilizzo del terreno per  un totale di 49 scenari di scelte alimentari, mette in evidenza come passare ad una scelta vegan sia la soluzione di maggiore efficacia per tutelare l’ambiente. Adottandola, si possono ridurre le emissioni di un quantitativo che va dal 25% al 55%, rispetto al massimo del 35% a cui possono condurre altri cambi di dieta, tra cui l’opzione per una alimentazione vegetariana, o la riduzione del consumo di carne rossa. Tutto sta nella scelta individuale, nella decisione di essere veri ambientalisti, e i veri ambientalisti sono vegan. A tutto vantaggio anche della salute personale.   * Journal of Cleaner Production, Volume 91, 15 March 2015, Pages 1–11 Environmental impact of dietary change: a systematic review,  E. Hallström, , A. Carlsson-Kanyama, P. Börjesson  

Non è affatto l'ora del latte

Il latte è indispensabile? No, davvero. La LAV chiede l'intervento dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria contro la campagna a favore del consumo del latte promossa in questi giorni dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con testimonial come Carlo Cracco, Cristina Parodi e Giorgio Calabrese. Sulle pagine del sito web “l’ora del latte", infatti, si definisce "fondamentale" questo alimento "in tutte le fasi della vita degli individui", affermando che "per una corretta alimentazione quotidiana" è "indispensabile per il nostro organismo, sia per quanto riguarda la fase dello sviluppo che nell'età adulta". Il termine indispensabile è stato già censurato come ingannevole negli anni scorsi dall'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, su nostra istanza contro Mellin e Consorzi di produttori di carni che intendevano accreditare il messaggio che è impossibile vivere senza alimentarsi con proteine animali, e questo è contraddetto dalla vita di milioni di vegani e di intolleranti al lattosio in tutto il mondo e in tutte le epoche - afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV -  Siamo l'unica specie di mammiferi che prende il latte alle altre specie animali, sottraendolo ai loro piccoli fatti nascere a forza. Siamo scandalizzati che il Ministero delle politiche agricole bruci ben 120 milioni di euro di aiuti per un sistema zootecnico dopato dai contributi pubblici, incapace di reggersi solo sulle proprie gambe. E' incredibile infine che ai numerosi tipi di latte vegetale sia applicata addirittura l'IVA al 22% come bene di lusso, contro quella al 4% del latte di origine animale: una discriminazione nei confronti degli agricoltori e una vessazione per una sempre più consistente parte dei consumatori".   Nota Il latte non è indispensabile, perché? La risposta è presto data, la forniscono i numeri: per esempio negli Stati Uniti il 90% dei cittadini di origine asiatica, il 70% cento di quelli di origine africana e dei nativi americani, e il 50% degli ispanici sono intolleranti al lattosio, lo zucchero contenuto nel latte . Gli studi hanno dimostrato che una sostanziale riduzione della tolleranza al lattosio è comune tra chi ha origini arabe, ebraiche, italiane o greche.* Rapportandolo a livello mondiale, si arriva al 75% della popolazione**. Già questo dimostra come il latte non si possa definire ‘indispensabile per il nostro organismo’.  E’ inoltre convinzione diffusa e ingannevole che il calcio contenuto nel  latte sia indispensabile per la salute delle ossa. Numerosi studi, tra i quali l'Harvard Nurses' Health Study***, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, hanno evidenziato che il consumo di latte non protegge dal rischio di fratture, conseguenza dell’osteoporosi. Il latte, che comporta molti altri rischi derivati dell’eccessivo consumo di alimenti di origine animale, è una delle possibili fonti di calcio, ma non è l'unica, né la migliore: esistono infatti eccellenti fonti vegetali di questo elemento.    * Mishkin S. Dairy sensitivity, lactose malabsorption, and elimination diets in inflammatory bowel disease. Am J Clin Nutr. 1997;65:564-567. ** Hertzler SR, Huynh BCL, Savaiano DA. How much lactose is low lactose? J Am Dietetic Asso. 1996;96:243-246. ***Feskanich D, Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA Milk, dietary calcium, and bone fractures in women: a 12-year prospective study, Am J Public Health 1997 Jun;87(6):992-7.          

A Roma la carne è debole..

La carne è debole, con  le dichiarazioni dell'OMS, più che mai.  Noi lo rimarchiamo in un modo originale e potentissimo, con un monologo, scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Lanino.  Dove? A Roma, all'Ex Mattatoio, un luogo simbolico! Quando? Giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 maggio ore 20.30. Per gli antichi greci il Teatro era il luogo del popolo. Allora perché non portarvi un problema che riguarda tutti? La carne è debole è un critica ragionata, un appassionato percorso per scoprire da dove e perché si sia arrivati al terribile sfruttamento degli animali negli allevamenti. La carne è debole sarà duro viaggio per coloro che ancora non si sono posti le giuste domande e una sorprendente presa di coscienza verso abitudini alimentari responsabili e sostenibili. Tutti abbiamo mangiato e molti mangiano carne ma, se non si cambia direzione.. tutti patiremo le conseguenze di un’intollerabile ignoranza. Vi aspettiamo!  

Tempi duri per la carne

Tempi duri per la carne. Tempi duri per il latte. Tempi duri per gli allevamenti. Tempi di cambiamento delle abitudini alimentari e della coscienza. Vegani e simpatizzanti in aumento, ristorazione e grande distribuzione pronte a rispondere alle sempre crescenti richieste dei consumatori consapevoli e attenti.   Gli allevatori italiani sono costretti a scendere in piazza, organizzando, per il 5 maggio, una giornata di riscossa e reazione al cambiamento di stili di vita, che vedono diminuire il consumo di alimenti di origine animale in direzione della tutela  della salute, del futuro del Pianeta e degli animali.   Ma riscossa contro chi? Contro i più autorevoli istituti scientifici in campo medico che mettono in guardia sui rischi associati al consumo di carne?   “I promotori del ‘Dossier Braciole’ e i ‘Tutor della Carne’ prendano atto che indietro non si torna  e che l’alimentazione non è un semplice atto istintuale ma un atto culturale e dunque aperto alle possibilità etiche e di scelta. La scelta Veg non è una moda, ma un nuovo modo di vivere, necessario e imprescindibile, se vogliamo avere un futuro su questo Pianeta”.   Ecco il nostro comunicato stampa.   Paola Segurini

Addio alle carni?

L'American Institute for Cancer Research e il World Cancer Research Fund, esaminando 85 studi, effettuati su 17,5 milioni di adulti, hanno rilevato che a più probabilità di avere un cancro allo stomaco, si legge, chi assume tre porzioni di alcol al giorno, 50 grammi di carni lavorate o mangia cibi conservati con il sale, ce lo segnale l'ANSA, e noi non ci dimentichiamo l'OMS. E noi continuiamo, forti del sostegno di tanti studi. Incuranti delle strumentalizzazioni. Anzi, diamo il nostro sostegno a Parma Etica Festival, e alla petizione spontanea per protestare contro un patrocinio negato, ad una manifestazione che guarda al futuro, di tutti. paola segurini  

La Terra la salvi tu: cambia menu!

Ogni anno il 22 aprile si celebra l’Earth Day, la Giornata mondiale della Terra. Quest’anno, su iniziativa del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, proprio il 22 aprile sarà il primo giorno utile per la ratifica, a New York, degli accordi sul clima raggiunti alla COP 21 di Parigi. Si tratta di una data estremamente simbolica, che segna una nuova e importantissima fase di impegno collettivo per salvare il Pianeta, tramite il nuovo piano di riduzione delle emissioni di gas serra, che dovrà superare le resistenze dei poteri forti e delle lobby che condizionano i Governi, per raggiungere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C entro il 2020, puntando all'obiettivo di 1,5 gradi. L’impegno ratificato è senza dubbio un passo avanti verso la consapevolezza della nostra responsabilità, sia nella distruzione, che nel salvataggio della Terra troppo spesso, tuttavia, ci si dimentica di quanto fondamentale sia il contributo del singolo, e delle sue scelte alimentari nella conservazione del Pianeta. Il modo più efficace e immediato di pensare alla Terra e al suo futuro è un cambio di modello di consumo alimentare, che veda l’abbandono degli alimenti di origine animale e il passaggio ad un’alimentazione su base vegetale (vegan), che incide sull’ambiente complessivamente 7 volte meno di una onnivora, ed è salutare, gustosa e varia. Il cambiamento è nell'aria. Le soluzioni esistono. È tempo di agire. Il clima lo cambi tu. La Terra la salvi tu. E’ tempo di cambiare menu.

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