LAV al Veggie Planet di Torino

Un appuntamento nuovo, per il capoluogo piemontese, ma ormai diffuso in Europa. Si tratta del Veggie Planet che, dopo il grande successo di Roma e Milano sbarca per la prima volta a Torino. Il 21 e il 22 aprile sarà possibile immergersi in un ambiente 100% veg. Dalla cucina, all'abbigliamento, ai cosmetici, al vivere solidale. Ci sarà - ovviamente - anche la LAV, con un tavolo informativo e un progetto di grande valore nell'ambito del Cambiare Menù! Passi avanti! Vi aspettiamo!

W la spesa veg!

Nella 3a edizione del suo Osservatorio Immagino GS1 Italy, Nielsen - azienda di misurazione e analisi dati che fornisce un’affidabile  e autorevole visione sui mercati - ha studiato il gradimento di 84 mila prodotti di largo consumo in vendita nel 2017 in Italia. Leggendo il rapporto, scopriamo che si mettono in luce le proteine vegetali: nel 2017 il 2,1% dei 54.300 prodotti alimentari monitorati (esclusi acqua e alcolici) ha evidenziato il contenuto di proteine e nell’1,4% dei casi erano proteine vegetali.  Proteine, ma non solo. Nel 2017 il “veggie” ha rappresentato il 3,7% dei prodotti in vendita, che hanno sviluppato il 3% del giro d’affari di supermercati e ipermercati.  “In 12 mesi il business del “veggie” ha generato il 9,8% di vendite in più rispetto al 2016, quando era cresciuto del 10,2%.”, afferma il rapporto dell’Osservatorio Immagino, e precisa che “le categorie che, nel 2017 hanno guidato l’avanzata dei prodotti etichettati come “idoneo ad uno stile di vita vegetariano” o “idoneo ad uno stile di vita vegano” sono stati i piatti pronti freschi (in cui spiccano le crescite dei sostitutivi delle proteine animali e delle zuppe pronte), i derivati del pomodoro, i sostitutivi del pane e i fuori pasto salati. " Abbiamo notato tutti, in effetti, la comparsa continua di nuove zuppe e di vari generi di burger 100% veg sugli scaffali dei negozi, a indicarne la sempre maggiore richiesta. Una nota (lieta) anche nel non-alimentare: il vegetale va forte  nel mondo della cura della casa in chiave green, che attira le persone attente alla sostenibilità a tutto tondo dei loro acquisti. I prodotti e gli strumenti per la detergenza presentati come “vegetali” hanno chiuso infatti l’anno con un alto tasso di crescita (+17,2%), indicando una progressione significativa nell’ambito dei preparati per la detergenza di bucato, stoviglie e superfici. Avanti così! paola segurini

Vecchi e nuovi amici a Fa' la cosa giusta' veg!

Domani, 24 marzo, a FA’ LA COSA GIUSTA,'vecchi' e nuovi amici. Conoscenze di lunga data, come Simone Salvini, e nuovi, come Giulia Giunta, Luca Andrè e Stefano Broccoli, tutti della Funny Veg Academy: sono le loro ricette a comporre il nostro Menu LET IT BEEE 2018. ORE 14.30/PIAZZA FUNNY VEGAN (padiglione 4) - LET IT BEEE: A PASQUA CAMBIA MUSICA E MENU! --- E ancora un 'vecchio amico', Giuseppe Lanino, che con ‘La carne è debole’ ci ha accompagnato nei teatri di grandi città, ed  una nuova, Michela Montagner, maratoneta, vivace creatrice di Run Veg e appassionata cuoca per diletto (qui tre sue ricette). Il tutto condito da Lorenzo Lombardi, infaticabile presentatore che indagherà con noi sulla felicità. ORE 15/PIAZZA ECO OFFICINE (PADIGLIONE 4)  - LA SCELTA VEGAN RENDE PIÙ FELICI! Durante questo incontro scopriremo insieme quanto può essere bello vivere in armonia con gli altri animali e con il Pianeta. Interverranno:  Giuseppe Lanino, attore e autore del monologo ‘La carne è debole' Michela Montagner, maratoneta e autrice del blog Run Veg Paola Segurini, responsabile area Scelta Vegan LAV  Modera: Lorenzo Lombardi, giornalista televisivo  Vi aspettiamo!

Fa' la cosa giusta per gli animali

Il 23, 24 e 25 marzo non prendere impegni e vieni a Milano! Parteciperemo per la prima volta a Fa' La Cosa Giusta, la Fiera degli stili di vita sostenibili e del consumo critico.  Animali in famiglia, ricerca senza animali e scelta vegan sono solo alcuni dei temi che affronteremo insieme ai tanti ospiti che verranno a trovarci. Ecco i nostri eventi veg, entrambi SABATO 24 MARZO: ORE 14.30/PIAZZA FUNNY VEGAN - LET IT BEEE: A PASQUA CAMBIA MUSICA E MENU! Un piccolo flashmob danzante e la presentazione del Menu di Pasqua LAV 2018, con i docenti di Funny Vegan Academy. ORE 15/PIAZZA ECO OFFICINE (PADIGLIONE 4)  - LA SCELTA VEGAN RENDE PIÙ FELICI! Durante questo incontro scopriremo insieme quanto può essere bello vivere in armonia con gli altri animali e con il Pianeta. Interverranno:  Giuseppe Lanino, attore e autore del monologo ‘La carne è debole' Michela Montagner, maratoneta e autrice del blog Run Veg Paola Segurini, responsabile area Scelta Vegan LAV  Modera: Lorenzo Lombardi, giornalista televisivo  Il venerdì e il sabato alle 18 ti aspettiamo allo stand LAV per conoscerci meglio e goderci insieme un aperitivo. Vegan ovviamente!  

LET IT BEEE: lasciali vivere!

In piazza per ricordare quanto sarebbe felice la vita di agnelli e capretti  - e per esteso di tutti gli animali che le persone mettono in tavola - se potessero continuare a belare e a correre nei prati.ro inizia con la sensibilizzazione. Il futuro inizia con un gesto solidale a tavola e, perché no, con passi di danza in piazza.Proprio come in un ballo di libertà.  I volontari LAV hanno creato dei flash mob 'danzanti' per agnelli e capretti (e per tutti gli altri animali) ecco Asti (video),  Firenze (video) e Carmagnola (video). Poi Vicenza, sotto la pioggia (video). Due milioni e mezzo l'anno, tra agnelli e capretti, fatti nascere solo per diventare brandelli di carne da cucinare.Ma noi non ci arrendiamo. E continuiamo a credere in un futuro di consapevolezza e considerazione per tutti i viventi, a discapito di tradizioni ormai indifendibili. Solo scegliendo un’alimentazione senza crudeltà per gli animali sarà tutta un’altra musica. Lasciali vivere,  #cambiamenu! Qui il Menu di Pasqua 2018.      

I facili allarmismi dei media su gravidanza e B12

Il diffondersi a ritmi incalzanti dell’alimentazione 100% vegetale, con la conseguente crescita dell’offerta di prodotti e servizi per chi sceglie uno stile di vita guidato da motivazioni etiche forti – ma anche da una generale attenzione ad altri aspetti positivi che una simile decisione comporta – sta destabilizzando molti poteri economici abituati a governare le scelte dei consumatori. Non stupisce quindi il regolare presentarsi di comunicazioni allarmistiche, facilmente diffuse da titoli sensazionalistici che, ad una attenta lettura, si rivelano come minimo fuorvianti e basate su dati che possono essere letti in modi assai diversi.  E' successo anche dei giorni scorsi, in un rimbalzo di titoli e articoli che imputavano alla ‘dieta’ veg in gravidanza la responsabilità di provocare danni neurologici al neonato, a causa della carenza di vitamina B12 (cobalamina) nella mamma. La Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana chiarisce come i risultati preliminari dello studio citato dai media siano incompleti, e come la carenza di vitamina B12 sia comune tra le mamme onnivore, poiché tra le cause di tale mancanza rivestono un ruolo sempre più importante difetti di assorbimento e l'uso di farmaci che interferiscono con l'assorbimento della vitamina in questione. Paradossalmente, rispetto a ciò che fa tanto preoccupare il pubblico e gridare all’allarme sanitario chi è in cerca di facili clic, le donne (in gravidanza e non) che optano per un’alimentazione a base vegetale, sanno benissimo di dover integrare la B12, in quanto si tratta di un comportamento importante della dieta veg ben pianificata, come insegnano i professionisti e la letteratura medica nota a chi opta per questo genere di alimentazione, adatto a tutte le fasi della vita. Fra qualche anno, spiega ancora SSNV, "si giungerà al punto che la carenza di B12 sarà meno diffusa nei veg (informati e che integrano correttamente) che negli onnivori (convinti di non avere il problema)", e vedremo, allora, come titoleranno gli organi di stampa. paola segurini    

Rapporto Italia 2018: veg il 7% degli italiani

Ormai costante la presenza nella nostra società di coloro che scelgono di mangiare veg. Lo conferma il Rapporto Eurispes 2018 per cui sono il 7% gli italiani vegetariani o vegani, oltre 4 milioni di persone. Le lievi variazioni annuali, quindi, non intaccano la tendenza che conferma la percentuale tra il 7 e l’8% di italiani orientati verso un’alimentazione senza carne.  E migliora anche l'offerta pensata per loro: su un totale di 222.490 ristoranti censiti da Tripadvisor, il 24,3% dichiara di offrire un menu vegetariano e il 17,2% uno vegan, mentre la maggior parte dei vegetariani e vegani Italiani (60,8%) non trova difficoltà nel reperire prodotti, adatti alla propria scelta alimentare, vicino casa. Sia la ristorazione pubblica che la grande e media distribuzione, quindi, si stanno adattando alle richieste dei consumatori. Rispetto alla motivazione, più di un veg su cinque (20,5%) effettua questa scelta per amore e rispetto degli animali. Molti altri (38,5%) sono vegetariani/vegan perché ritengono che ciò favorisca un buono stato di salute. In questo senso, con riferimento all’Italia, ricordiamo che l’adeguatezza nutrizionale delle ‘diete’ a base vegetale ben bilanciate è stata riconfermata anche nel 2017 da un autorevole studio commissionato dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) - organismo che riunisce studiosi e esperti in campi legati all’alimentazione.  

Alimentazione Veg: nuovo prestigioso riconoscimento

La Società Italiana di Nutrizione Umana - il medesimo organo che elabora i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) - ha riunito un gruppo di lavoro costituito esperti. Il risultato è un documento importantissimo, in cui si approvano le diete Veg ben pianificate, che includano una fonte affidabile di vitamina B12.   Il Position paper on vegetarian diets from the working group of the Italian Society of Human Nutrition pubblicato su un'autorevole rivista internazionale come la NMCD invita inoltre le istituzioni preposte e fare più educazione alimentare su questo tema.   Un momento 'storico', per chi ogni giorno si muove per difendere i diritti di chi sceglie questo genere di alimentazione. Quello pubblicato oggi è infatti  un nuovo e fondamentale testo di sostegno, che si rivelerà utilissimo in svariate occasioni.   Passi avanti!   paola segurini

15.000 scienziati: alimentazione vegetale per salvare il Pianeta

Già nel 1992, in tempi quasi insospettabili rispetto a oggi, la Union of Concerned Scientists aveva diffuso il “World Scientists’ Warning to Humanity”, un appello firmato da 1.700 esponenti della comunità scientifica internazionale, tra cui molti premi Nobel.  Nel documento si sosteneva che l’impatto delle attività umane sulla natura avrebbe causato danni  potenzialmente irreversibili al Pianeta A 25 anni di distanza, in occasione della conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima (COP23) in corso a Bonn, William J. Ripple, ricercatore della Oregon State University e gli oltre 15mila scienziati firmatari - provenienti da 184 paesi - hanno deciso di fare il punto sulla situazione attuale, aggiornando il documento originale e trasformandolo in un rapporto pubblicato ieri sulle pagine di BioScience e intitolato“A Second Notice” (un secondo avviso).  “L’umanità non sta adottando le misure necessarie e urgenti per salvaguardare la nostra biosfera in pericolo”, spiegano gli autori. "Si è fatto troppo poco per  limitare i danni provocati  al pianeta con cambiamento climatico, deforestazione, mancanza di accesso all'acqua, sovrappopolazione e animali in estinzione". Dalle ricca base di dati - provenienti da agenzie governative, organizzazioni no profit e da singoli studi - si evince  con chiarezza come la situazione sia tutt’altro che confortante e le cifre contenute nell'articolo dicono, per esempio, che dal 1992 sono aumentati del 20,5%, gli animali ruminanti 'da reddito'.   "È anche il momento di riesaminare e modificare i nostri comportamenti individuali" insistono i ricercatori, "anche limitando la nostra riproduzione (l’ideale sarebbe a livello di rimpiazzamento) e diminuendo drasticamente il consumo pro capite di combustibili fossili, CARNE e altre risorse". Tra le indicazioni che il documento pone come azioni che faciliterebbero il raggiungimento della sostenibilità c’è (ovviamente) la promozione del cambiamento alimentare, che va orientato verso i cibi vegetali. L'appello è chiaro, l'hashtag anche #ScientistsWarningtoHumanity. paola segurini

Uova al fipronil? Vegan è la soluzione

Gia i primi giorni d'agosto, secondo le informazioni date dagli Stati membri ai servizi della Commissione, i Paesi che avevano ricevuto lotti provenienti dalle aziende coinvolte dalla contaminazione da fipronil, insetticida dannoso per l'uomo, utilizzato per i parassiti delle galline ovaiole,  si trattava di Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Irlanda, Polonia, Romania, Danimarca, Slovenia, Slovacchia, Lussemburgo, Hong Kong e Svizzera.  Erano state fermate per indagini 195 aziende in Olanda, 86 in Belgio, 5 in Francia e 4 in Germania, con un continuo balletto di cifre in merito al numero delle uova.   In Italia, dai riscontri incrociati, effettuati e comunicati dal Ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che avevano spedito prodotti  nella penisola nei tre mesi precedentii, risultava da una segnalazione delle autorità francesi, pervenuta in data 8 agosto che una ditta di quel Paese avesse acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le avesse trasformate in ovoprodotti poi venduti  anche ad una nostra azienda, i cui articoli erano però stati ritirati prima della messa in commercio.    Il Ministero aveva annunciato un monitoraggio.   Oggi,  21 agosto vengono diffusi di dati del monitoraggio: due i campioni positivi al fipronil in Italia. Si tratta dell'esito delle prime analisi effettuate dagli Istituti zooprofilattici nazionali su 114 dei campioni raccolti nell'ambito dell'attività di monitoraggio per la ricerca di eventuali contaminazioni su uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono.  Sono in corso ulteriori accertamenti in corso sui due positivi, per individuare le cause della contaminazione.   Ci preoccupiamo? Un modo per non preoccuparsì c'è: se si è fatta o si farà la scelta vegan, il problema (a livello individuale) della salubrità delle uova rispetto al fipronil sarà risolto.   Niente uova, niente insetticida nel piatto.   Rimangono però  l'enfasi e l'impegno quotidiano per la denuncia dello sfruttamento estremo delle galline ovaiole, utilizzate come macchine sfornatrici di un alimento che può essere oggi sostituito egregiamente in modo cruelty-free.   La strada è lunga, ma l'empatia è un sentimento forte che, nel tempo, trionferà, per le galline libere (e i loro pulcini).   paola segurini  

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