Il menu Buono è quello Veg!

Una Pasqua sostenibile e cruelty free, senza la crudeltà della carne portata in tavola: è l'appello che la LAV rivolge a tutte le famiglie e ai fedeli, per risparmiare la vita dei circa 450.000 agnelli e capretti macellati ogni anno nel nostro Paese per questa ricorrenza religiosa che mentre celebra la risurrezione condanna a morte tanti animali per un consumo non necessario.    Più di 3 milioni di animali, tra ovini e caprini, vengono macellati ogni anno per finire sulle tavole degli italiani, con un’impennata proprio durante le festività pasquali e natalizie, quando si macellano il triplo degli animali macellati in altri periodi.    Gran parte degli agnelli e dei capretti arrivano dai Paesi dell'Est Europa in questi giorni.  Ammassati sui camion, viaggiano su lunghissime tratte per giungere ai macelli di destinazione, dove, immobilizzati e appesi per una zampa, sentono le grida di terrori dei loro simili e percepiscono l’odore del sangue, prima di finire sgozzati.  Ogni anno la scena si rinnova centinaia di  migliaia di volte - con il suo finale tragico – in tantissimi luoghi d’Italia.   Il triste primato delle macellazioni di ovini e caprini spetta alla Sardegna e al Lazio, seguite, ma in percentuali minori, da Puglia, Campania e Toscana.  Insistiamo con l’opinione pubblica sugli aspetti anacronistici, non sostenibili e crudeli di tante nostre tradizioni gastronomiche - come l’agnello a Pasqua - e sulle conseguenze delle nostre scelte abitudinarie a tavola,   Cambiamo menu, più spesso possibile, e per una Pasqua Buona davvero!

Salute dei Veg: 1 scarso contro 250 che fa?

La pubblicazione, ripresa da molte testate, dei risultati di uno studio austriaco, secondo il quale i 'Vegetariani' godrebbero di minore salute degli onnivori, ci raggiunge in un momento in cui gli aspetti positivi dell’alimentazione a base vegetale continuano ad essere dimostrati e annunciati. Le limitazioni dell’analisi – e di conseguenza dei risultati - sono visibili e denunciate dagli stessi autori. Si tratta in primo luogo dell’esame di dati raccolti tra il marzo 2006 e il febbraio 2007 su 343 persone per gruppo di abitudine alimentare. In un ambiente, l’Austria, che certo non brilla per varietà e bilanciamento, rispetto alla nostra dieta mediterranea, di gastronomia veg.     ll gruppo dei ‘Vegetariani’ esaminato include solo lo 0,2% (rispetto al totale dei soggetti dello studio) di Vegani, lo 0,8% di Latto-Ovo-Vegetariani e l’1,2% di ‘Vegetariani’ che mangiano pesce, e che quindi non sono Vegetariani (né tantomeno Vegan). Si tratta inoltre di uno studio (limitazione evidenziata dagli autori stessi) trasversale,  quindi di una ricerca condotta in un determinato tempo, prendendo una porzione di popolazione (una sezione incrociata), senza valutare l’evoluzione o i precedenti.  Le abitudini alimentari sono state inoltre  misurate come variabile riportata e descritta dagli stessi  intervistati, senza che sia stata loro fornita una chiara definizione dei gruppi alimentari soggetto dell’indagine, che per altro denuncia la totale  mancanza di informazioni riguardanti i componenti nutrizionali della dieta dei soggetti esaminati (carboidrati, colesterolo, acidi grassi, ecc.).  In sostanza uno studio unico davvero per i suoi grossissimi limiti e ampiamente fuorviante, a cui è stata data una visibilità tale da farci sospettare che possa essere una reazione di chi vuole - per motivi legati anche ad interessi di settore - contrastare la sempre crescente consapevolezza della forza positiva – in termini salutistici, ambientali, etici e sociali – della scelta veg.   Uno ‘studio’ contro 250, che fa?  L’American Dietetic Association e i Dietitians of Canada  nel loro Position Paper stabiliscono che  “le diete totalmente vegetariane o vegane sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie”.(1)    Il documento diffonde un'ampia panoramica stilata sulla base di più di 250 lavori scientifici, pubblicati su riviste mediche internazionali.    Un esempio tra tutti: in base ad recente studio  apparso sull'European Journal of Clinical Nutrition (2), chi segue un'alimentazione vegan dimostra livelli di colesterolo inferiori rispetto a chi consuma carne, pesce, latticini e/o uova. Una precedente analisi  dell'EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) aveva rilevato che i vegan e vegetariani presentano il 32% di rischio in meno di ospedalizzazione e decesso da malattie cardiache.(3) Lo scoop facile attira, ma l'autorevolezza e la serietà vincono sempre. 250 a 1.   paola segurini        (1) J Am Diet Assoc. 2009; 109: 1266-1282 (traduzione italiana http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ada_2009.pdf (2)Bradbury KE, Crowe FL, Appleby PN, Schmidt JA, Travis RC, Key, TJ. Serum concentrations of cholesterol, apolipoprotein A-I and apolipoprotein B in a total of 1694 meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Eur J Clin Nutr. 2014;68:178-183. (3) Crowe F, Appleby PN, Travis RC, Key TJ. Risk of hospitalization or death from ischemic heart disease among British vegetarians and nonvegetarians: results from the EPIC-Oxford cohort study. Am J of Clin Nutr. Published ahead of print January 30, 2013    

Uovo di Cioccolato mon amour

Aspetto lucido e senza macchie, colore molto scuro, quasi rosso, vago profumo di vaniglia e forte aroma di cacao, ecco, secondo il Chococlub, le caratteristiche del vero cioccolato fondente, che deve spaccarsi di netto nell'addentarlo, squagliarsi rapidamente in bocca e rivelare una quasi impercettibile sabbiosità. Una volta sciolto, lascerà un senso di dolcezza, seguito dalla percezione dell'acidità del cacao e dall'amaro, segno positivo di bassa percentuale di zucchero. Analisi dimostrano che il cioccolato è un vero mix di sostanze antidepressive. In particolare, il professor Gordon Parker, dell'Università di New South Wales a Sidney, ha pubblicato uno studio sulle proprietà benefiche dell’amata tavoletta, dal quale risulta che, cedendo alla voglia di cioccolato, in realtà ci autosomministriamo una medicina. Stando agli esiti della ricerca, il cioccolato potrebbe essere classificato e venduto come alimento per la cura di precise patologie. I carboidrati e gli zuccheri contenuti dal cacao, infatti, facilitano una più rapida secrezione di alcuni ormoni, come le endorfine, gli oppioidi prodotti dal cervello.   Le buone abitudini sono il dolce della vita. Come il cioccolato, fondente, equo e solidale delle Uova di Pasqua Lav.  Quelle che aiutano gli animali e strizzano l'occhio alla nostra golosità. Dove trovarle?  Sabato 29 e domenica 30 marzo e il 5 e 6 aprile saremo nelle piazze italiane vieni a trovarci!

L' alfaalfa e la siccità

  In California è emergenza acqua, gravissima. Il cambiamento climatico si fa sentire. C'è un'erba che 'succhia ' la maggior parte dell'acquna per l'agricoltura in quello stato USA.  E' l'alfaalfa, meglio conosciuta come erba medica, fondamentale per gli animali da reddito, per favorirne la crescita e la produzione di latte e uova. Gli allevamenti intensivi ne hanno bisogno per integrare i mangimi e per questo motivo si coltiva in quantità mostruose.   E' solo un esempio, ma serve per evidenziare lo schizofrenico gap tra la costante lamentazione sullo spreco di risorse e sul rischio climatico e la poca volontà di agire sulle abitudini alimentari individuali.   Il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell'acqua: sensibilizziamo sull'utilizzo delle risorse idriche per ottenere alimenti di origine animale e ricordiamo che sostituendo 1 etto di carne di manzo con proteine vegetali risparmiamo almeno 1550 litri di acqua e che per 1/4 di litro di latte di soia servono 74,25 d'acqua contro i 262,5 assorbiti dal corrispondente quantitativo di latte vaccino (per non parlare dello sfruttamento della mucca e dell'inquinamento delle falde causato dall'allevamento).   Cambiare si può. Si deve.   paola segurini                

La paura dell'onnivoro

Dietro ad un atteggiamento critico o supercritico nei confronti dell’alimentazione vegan ci sono a volte motivazioni facilmente individuabili. Ecco un’analisi delle paure principali che attanagliano le persone onnivore – sensibili ai nostri argomenti - quando pensano ad un pasto totalmente vegetale.  ·        La prima in assoluto è la fifa di non saziarsi, di rimanere affamati, perché ‘senza carne non si può’.  ·        Poi c’è il timore delle ‘cose differenti’, in termini di cibo…. ‘meglio mangiare ciò che si conosce’. Che ci è familiare. ·        Un altro aspetto fondamentale è la convinzione che la gastronomia senza ingredienti animali sia noiosa, insapore, priva di attrattive per il palato. ·        Da non dimenticare, a livello psicologico ma inconscio, anche la reazione negativa che abbiamo di fronte a qualcuno (in questo caso chi propone un pranzo, o simili, vegan) che sembra stia cercando ‘di cambiarci’. ·        La preoccupazione che il cibo sia in effetti gustoso, che la carne o gli altri piatti non vegetali non ci facciano sentire la loro mancanza, che poi non sia così difficile cambiare menu. Insomma, che le scuse non tengano troppo a lungo! Infatti non tengono.  E per questo, fortunatamente, il numero di coloro che si avvicinano ed apprezzano i menu e i piatti vegan, e che – in base ad un loro percorso individuale – adottano un comportamento più rispettoso possibile di animale e Pianeta è sempre più elevato. Paola Segurini

Fumo e carne sono ugualmente rischiosi per la salute: uno studio lo dimostra

Un’alimentazione ricca di proteine ​​animali conduce ad una morte prematura: secondo un nuovo studio* che analizza i dati di 6.381 adulti americani oltre i 50 anni di età.   I partecipanti che si sono nutriti con maggiori quantità di proteine animali (carne, pesce, latticini) hanno registrato un aumento 5 volte maggiore del rischio di morte correlata al diabete. Nel corso di un follow-up durato ben 18 anni, tra i partecipanti di età inferiore ai 65 anni e con la dieta a maggior presenza di  proteine animali, si sono rilevati: un aumento del 74% del rischio di decesso da qualsiasi causa medica e un incremento  4 volte maggiore di  morte per cancro (come accade per chi fuma). I rischi di decesso si sono dimostrati ridotti o assenti quando le fonti proteiche erano di origine vegetale. *Levine ME, Suarez JA, Brandhorst S, et al. Low protein intake is associated with a major reduction in IGF-1, cancer, and overall mortality in the 65 and younger but not older population. Cell Metab. 2014; 19:407-417.

Il killer nella tazzina

La ricerca di zucchero è connaturale all'uomo, che possiede ormoni per stimolarne l'assunzione, ma in quantità giuste.  Oggi si esagera: le sostanze dolci inducono infatti ad una "dipendenza" come gli stupefacenti. Il consumo di alimenti docificati con zucchero, fruttosio o con dolcificanti artificiali, porta a obesità, diabete e malattie cardiovascolari. Basta sedersi davanti alla televisione per mezz'ora per rendersi conto che la maggior parte delle pubblicità propone i cibi dolci come valori positivi.  Non più direttamente lo zucchero come un tempo, ma il suo travestimento da biscotto, tortina o merendina.   Come difendersi da questo lavaggio del cervello mediatico? Ricorrendo ad alternative naturali come queste:   Sciroppo d'acero - Si estrae dal tronco dell'albero. Fluido o in pasta ha un elevato potere dolcificante e un gradevole sapore caramellato. È una buona fonte di sali minerali: potassio ma anche calcio e ferro.    Sciroppo di mele - Estratto dalle mele è ricco di vitamine e sali minerali, in particolare di magnesio e potassio, che lo rendono particolarmente energetico e quindi indicato anche per chi fa sport. Ha un potere dolcificante superiore allo zucchero, quindi se ne usa meno. Si usa spesso per fare torte e altri dolci da forno.   Stevia - Proveniente da pianta erbacea dalle straordinarie capacità dolcificanti, molto più dello zucchero, è priva di calorie, non ha alcun indice glicemico ed è del tutto naturale. Le foglie disidratate della stevia possono arrivare ad avere un potere dolcificante di 250 volte superiore a quello del normale zucchero.    Zucchero di canna integrale - ottenuto dal succo ricavato dalla canna da zucchero in modo tradizionale, vale a dire attraverso la spremitura con appositi rulli. Viene fatto sedimentare, quindi evaporare. Da questo processo si ricava uno sciroppo concentrato che contiene ancora la melassa, i minerali e le vitamine che donano allo zucchero di canna il suo caratteristico sapore dolce. La differenza principale con lo zucchero raffinato è che quello di canna non subisce alterazioni dovute ai processi di cristallizzazione e sbiancamento.    Succo d’agave - si ricava dalle foglie di una pianta grassa, l'agave blu. Ha un buon sapore e una consistenza semiliquida che lo rende un ottimo sostituto dello zucchero nella preparazione di dolci al cucchiaio, come budini e mousse. Dolcifica più dello zucchero, ma è meno calorico.     Una ricetta classica quando si pensa a uno sciroppo dolce sono i deliziosi e soffici Pancake, adatti per una colazione ricca ed equilibrata.     Dott. Michela Kuan  

Colesterolo: fatti non parole

In base ad recente studio  apparso sull'European Journal of Clinical Nutrition,*  e evidenziato dal PCRM, chi segue un'alimentazione vegan dimostra livelli di colesterolo inferiori rispetto a chi consuma carne, pesce, latticini e/o uova.  I ricercatori hanno esaminato dati e campioni di sangue di  1.694 participanti allo studio dell'European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Oxford (EPIC). I partecipanti sono stati categorizzati come carnivori, pescivori, vegetariani e vegan. Chi seguiva un'alimentazione vegan, con un consumo maggiore di fibre, ha dimostrato di avere il minor livello di colesterolo di tutti i gruppi analizzati.   Una precedente analisi dell'EPIC aveva rilevato che vegan e vegetariani presentano il 32% di rischio in meno di ospedalizzazione e decesso da malattie cardiache.     * ] Bradbury KE, Crowe FL, Appleby PN, Schmidt JA, Travis RC, Key, TJ. Serum concentrations of cholesterol, apolipoprotein A-I and apolipoprotein B in a total of 1694 meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Eur J Clin Nutr. 2014;68:178-183

Vegan e campioni olimpici: Alexey e Megan

Alexey Ivanovich Voevoda dal 17 febbraio è campione olimpico di bob a due ai Giochi di Sochi 2014. Questa è solo la più recente di una serie impressionante di vittorie. L'ucraino, che corre per la Russia,  è anche campione del mondo nella disciplina del braccio di ferro qui un video che rende l'idea! E non solo... Alexey è vegan. Non aggiungo altro. Bastano le immagini. In campo femminile,  l'argento olimpico senza mangiare carne, pesce - ma anche latte uova e qualsiasi derivato animale-  lo ha conquistato Megan Duhamel.  28 anni, canadese, da tre anni e mezzo e'vegan e, in coppia con Eric Radford, si e' piazzata seconda nel  pattinaggio di figura.  Alessandra Rotili, che collabora con le sue ricette al nostro Cambiamenu, è inviata dell'Ansa ai Giochi olimpici di Sochi, e l'ha intervistata. La pattinatrice risponde alla domanda sulla scelta alimentare con un semplice e chiaro  "E' una delle cose di cui vado piu' orgogliosa  e il mio obiettivo e'proseguire sulla strada vegan. La gente mi dice sempre che non potrebbe mai fare una scelta del genere, io spero che si siano resi conto, anche alla luce dei miei risultati, non e' poi cosi' difficile". Con i legumi fonte prediletta di proteine ("adoro i fagioli") e una gamma infinita di verdure, semi e frutta secca, l'atleta non si separa mai dal pane fatto in casa, dal burro di zucca, e dai biscotti fatti in casa. "La gente pensa che siamo degli hippy malnutriti - spiega Megan alla giornalista italiana - ma non e' cosi': io sono diventata piu' forte, in allenamento resisto meglio: e' migliorato il sonno e la mia pelle e' luminosissima. La mia non e' solo una scelta alimentare, ma di vita: una forma di rispetto verso il mondo". Non servono altre spiegazioni, basta la ricetta della Torta Camilla che ci ha mandato Alessandra da Sochi. Paola Segurini  

Firma per abbassare il costo dei latti veg

Il latte di soia e gli altri latti vegetali sono ormai diffusissimi, anche nei supermercati. Che significa? Semplicemente che sono sempre più richiesti e consumati  da una fascia sempre più ampia di consumatori. E chi sono? Si va da chi è intollerante al lattosio, a chi è vegan per motivi etici, passando per le persone che ci tengono a mantenere la salute, utilizzando bevande prive di colesterolo e ricche di componenti salutari. E non solo. Entrare in un bar e chiedere un caffè.  Niente di più facile o comune. Ma se lo vogliamo macchiato o desideriamo un cappuccino? Fino a poco tempo fa l’unica opzione era l’utilizzo del latte vaccino, con annessi e connessi si sfruttamento e uccisione di animali, per non parlar del Pianeta e della salute.  Oggi si diffondono, finalmente  sempre più i locali dove, in bella vista,  un cartello annuncia che è possibile avere le varie bevande macchiate con latte di soia. Un bel passo avanti! Attuabile con facilità dai bar del  centro, dalle caffetterie molto frequentate. Maggiore difficoltà per i piccoli esercizi, che tirano avanti alla giornata e hanno i soldi contati.  Dobbiamo aiutarli, dobbiamo aiutare la diffusione, in casa e fuori, dei latti vegetali. Che hanno però un costo di media superiore al latte vaccino  - calmierato anche da sussidi – a causa della differenza dell’IVA applicata. Il latte di mucca gode del privilegio di un mero 4%, quelli di origine vegetale (soia, farro, avena, riso, mandorle, cocco e altri) sono oberati dal 22% di rincaro. Perché sono assimilati a generi di lusso. Cosa possiamo fare per intervenire in favore del ribasso dell’Imposta di Valore Aggiunto sul latte di soia e sugli altri? Su Change. Org abbiamo la possibilità di firmare una petizione per la richiesta di intervenire su questa istanza. Come sempre, insieme possiamo fare la differenza. E, in ogni caso, sensibilizzare. Più firme raccogliamo, più forte risuonerà sarà la nostra domanda e più famiglie ed esercizi pubblici potranno acquistare con meno sforzo economico i latti che salvano le mucche. Clicca qui per firmare e diffondi l’appello Grazie! Paola Segurini 

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