Cucina per tutti!

  La cucina priva di ingredienti animali ha la particolarità di essere la più universalmente accettabile dal punto di vista culturale e religioso. Preparando una cena o un buffet vegan siamo sicuri di non offendere nessun, e di permettere a tutti di apprezzare le nostre preparazioni. In un periodo in cui integrazione vuole e deve soppiantare la diversità, e dove  ‘cittadinanza’ di tutti  è un concetto da perseguire, verso un obiettivo di pari dignità umana, obiettivo che allarga la strada anche a un sempre più ampio riconoscimento dei diritti degli animali -  la cucina unisce, non divide. Ospiti multiculturali? Amici nuovi di cui non conoscete i gusti e le convinzioni? Via alla gastronomia del mondo, su base tutta vegetale. Successo garantito!  

Cenone, il menu verde della LAV... per non restare 'al verde'

  Un cenone di Natale “sostenibile” per le nostre tasche, per gli animali e l’ambiente, ma anche a tutto vantaggio della nostra salute. Un menu gustoso e salutare, realizzato senza sacrificare animali, può essere portato in tavola al costo di circa 50 euro (costo complessivo per 4 persone) mentre anche il più semplice dei menu (per 4 persone) a base di carne o pesce raggiunge facilmente i 100 euro. Un menu ‘verde’ per non restare al verde a causa del cenone di Natale. Un invito pensare ai nostri pranzi e alle nostre cene in modo davvero responsabile, senza lasciarci condizionare da quegli eccessi culinari a base di carne e pesce che proprio durante le festività spesso subiscono rincari vertiginosi. Una scelta a tutto beneficio della nostra salute e degli animali che avremo contribuito a non uccidere. Ogni anno, infatti, oltre alle altre carni, nei piatti degli italiani finiscono milioni di agnelli e capretti: più di 6 milioni quelli macellati nel solo 2009, con un triste primato nel periodo natalizio, per un consumo pro capite annuo di 1,4 kg (fonte: elaborazione LAV su dati Istat). Il bilancio delle macellazioni ovicaprine nel primo semestre 2011, secondo i dati pubblicati dall’Istat, ha interessato 2.446.620 n.capi (di cui oltre 125 mila caprini), equivalenti ad un totale di 22.444 tonnellate di carne. Il segmento degli agnelli ha rappresentato oltre il 64,7% di carne prodotta, mentre l’incidenza di pecore e agnelloni è risultata pari rispettivamente al 24,3% e al 10,8%. Rispetto all’anno precedente si rileva una flessione dell’attività sia in termini di capi macellati sia di carne prodotta (rispettivamente - 2% e -4%), segno che la sensibilità degli italiani verso questi animali sta maturando. Secondo l'Istituto di ricerche economiche per la pesca e l'acquacoltura, nel 2010 in Italia sono state commercializzate 900 mila tonnellate di pesce. Di queste 231 mila sono state pescate nel nostro mare. Tutto il resto viene importato dall'estero, con scarsa qualità e senza tracciabilità del prodotto.  Questi dati che non lasciano dubbi sull’alta probabilità che hanno i consumatori di portare in tavola pesce pescato all’estero.  Il reale rispetto della tradizione deve essere un richiamo alla semplicità dei prodotti della terra e al rispetto verso tutti i viventi, senza lasciarci condizionare da discutibili scelte consumistiche che possono creare problemi alla nostra salute e ai bilanci familiari. Portare a tavola legumi, cereali, frutta e verdura fresca di stagione è la ricetta giusta per ogni festa, per ogni stagione e per tutte le tasche, ma anche una cura preventiva per la nostra salute. Ecco il menu dello Chef Giuseppe Capano  

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